Don't dream your life... live your dreams!

sabato 22 luglio 2017

Recensione: Le otto montagne di Paolo Cognetti

Buon pomeriggio! Oggi vi parlo del libro di Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017, Le otto montagne. Di questo autore ho già avuto il piacere di leggere il libro Sofia veste sempre di nero. Con questo libro rispondo all'obiettivo numero 12 della Challenge La Ruota delle Letture e quindi leggere un libro presente nei primi cinque posti della classifica di ibuk.

Descrizione: Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Recensione: Leggere questo libro è stato un piacevole momento molto coinvolgente. Cognetti racconta la storia di Pietro e dell'amore che la sua famiglia gli ha saputo infondere per la montagna. Durante la sua infanzia non  capiva la profondità di questo sentimento ma, crescendo e portato dagli eventi della vita, ha saputo rivalutare la passione e la bellezza che i monti possono donare. Quando, durante l'estate, partiva da Milano con la sua mamma, Pietro trovava ogni anno Bruno ad aspettarlo per girare tra i pascoli e imparare a conoscere quel territorio in modo da farselo diventare familiare. La loro vita è intrecciata dalla condivisione di vacanze e di avventure ma anche da un'amicizia che diventa più forte dopo la morte del papà di Pietro. Cognetti scrive in modo essenziale, descrive i luoghi e le vicende dei protagonisti con un linguaggio che non porta via nulla alla fantasia di chi legge. Sembra di esserci, lì tra quelle valli e quei dirupi, si assaporano i profumi del fieno appena tagliato e si partecipa alla fatica della casetta che Bruno e Pietro costruiscono insieme. La storia è raccontata con uno stile che lascia a noi lettori la sensazione di "esserci fisicamente", di partecipare alle vicende di Pietro e Bruno, tanta è la bravura di Cognetti nello scrivere questo libro. Mi è piaciuto molto leggere dell'amicizia tra i due ragazzi che dura anche quando diventano uomini, trovo bello che ci siano storie pulite, semplici e profonde come questa a testimoniare quello in cui credo molto anch'io: l'amicizia è un sentimento tra i più forti che possono legare due persone; l?amore può finire, la vita può dividere ma due amici, se sono davvero amici, anche a distanza di anni e dopo tutte le vicende che possono accadere, si ritroveranno sempre come se il tempo non fosse passato mai. Davvero una bella lettura!

lunedì 17 luglio 2017

Recensione: Magari domani resto di Lorenzo Marone

Buona domenica! L'estate ormai è decisamente partita e l'aria vacanziera e bisognosa di relax sta colpendo pure me! La cosa positiva è che mi dedico molto più facilmente alla lettura e questo ha ripercussioni anche sul mio umore... sono più rilassata e felice nonostante il mio odiato caldo!!! Questo post lo scrivo per raccontarvi dell'ultimo libro che ho letto: Magari domani resto di Lorenzo Marone. Con questo titolo rispondo anche all'obiettivo numero 7 della Challenge La Ruota delle Letture che è uscito per me nel sedicesimo giro.

Descrizione: Chiamarsi Luce non è affatto semplice, specie se di carattere non sei sempre solare. Peggio ancora se di cognome fai Di Notte, uno dei tanti scherzi di quello scombinato di tuo padre, scappato di casa senza un perché. Se poi abiti a Napoli nei Quartieri Spagnoli e ogni giorno andare al lavoro in Vespa è un terno al lotto, se sei un avvocato con laurea a pieni voti ma in ufficio ti affidano solo scartoffie e se hai un rottame di famiglia, ci sta che ogni tanto ti "arrangi" un po'. Capelli corti alla maschiaccio, jeans e anfibi, Luce è una giovane onesta e combattiva, rimasta bloccata in una realtà composta da una madre bigotta e infelice, da un fratello fuggito al Nord, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un lavoro insoddisfacente. Come conforto, solo le passeggiate con Alleria, il suo Cane Superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con l'anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Finché, un giorno, a Luce viene assegnata una causa per l'affidamento di un minore. All'improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma è forse l'occasione per sciogliere nodi del passato e mettere ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito l'impulso di prendere il volo, o magari restare, trovando la felicità nel suo piccolo pezzettino di mondo?

Recensione: Luce è la protagonista del libro di Marone, una ragazza che impari ad amare pagina dopo pagina. Di mestiere fa l'avvocato ma, nello studio in cui lavora, si trova a svolgere incarichi di secondo piano. Finché arriva il grande compito: indagare per una causa di affidamento. Luce, che prende sempre sul serio ogni cosa, si ritrova a conoscere e frequentare una donna e suo figlio, protagonisti della causa;  questo le farà rivalutare il suo lavoro e la sua vita. Lei, figlia di una madre insoddisfatta e di un padre sparito quando era piccola, con un fratello lontano e come "amici" un cagnolino che le da tanto affetto e un anziano vicino di casa, si ritrova a fare i conti con una vita "sgaruppata", in una città che è tanto bella quanto complicata. Ma Napoli è la sua città e, nonostante tutto lei ha gli anticorpi giusti per sopravviverci bene. Non si fa mettere i piedi in testa da nessuno... mai! Alla fine Kevin, il bimbo troppo perfetto per Carmen, madre e moglie che credeva nel principe azzurro e si è ritrovata con un marito camorrista che non vuole più, risveglia in Luce un istinto materno che lei credeva di non poter avere e si affeziona al bimbo. Luce è un personaggio che incarna delle caratteristiche uniche, tutti noi vorremmo poter essere come lei... forte, schietta, onesta e sicura. Nella vita le esperienze l'hanno segnata ma mai sconfitta e, complici il suo carattere e le persone che la circondano,  alla fine l'unica cosa certa che lei ha è di voler continuare a vivere, lottare e amare proprio lì, in quel caleidoscopio di colori e umori e unicità che si ritrovano a Napoli. Marone anche stavolta è riuscito a farmi adorare i suoi personaggi... già era successo con Cesare Annunziata e ora con Luce! Ho divorato il libro, in pochissimo tempo volevo saperne di più, conoscere la storia e la sua evoluzione, continuare a seguirne le vicende! Questo autore ha la fantastica capacità di far entrare in contatto le anime dei suoi protagonisti con quelle di chi legge, o almeno a me succede così, mi riconosco in tanti tratti dei suoi personaggi, condivido i loro stati d'animo e i loro pensieri, a tratti mi rispecchio anche nei loro atteggiamenti... questo è veramente qualcosa che riconosco  a Lorenzo Marone: la grandiosa bravura di scrivere i libri dove il lettore può ritrovare parte di sé, riconoscersi e avere nuovi spunti per migliorarsi. Io, da parte mia, ho deciso che farò in modo di riuscire ad insegnare a coltivare sogni e non rancori, come raccomandava la nonna di Luce! Se riuscissi in questo non avrei sprecato nulla nella mia vita...

domenica 9 luglio 2017

Recensione: Stardust di Neil Gaiman

Buona domenica! Questa estate si sta rivelando molto difficile da vivere, almeno per me;  queste temperature così alte mi impediscono di dedicarmi ai miei amati libri tutte le volte che vorrei. Pur essendo nata in luglio io non sopporto il caldo afoso, mi rallenta e mi innervosisce ed è una condizione che mi da fastidio... vorrei un pochino di fresco, non chiedo altro. Comunque non si può smettere di dedicarsi agli impegni e per me è un bellissimo impegno leggere. Oggi scrivo il mio pensiero su l'ultimo libro letto per la challenge la Ruota delle Letture che ha superato il giro di boa di metà percorso e dove gli obiettivi sono stati modificati per rendere più interessante il gioco. Per il quindicesimo giro di ruota è uscito l'obiettivo 15 e quindi devo leggere un libro fantasy. Dico subito che non è il mio genere e che, a casa, ho veramente pochissimi titoli di questa categoria ma mi è capitato tra le mani questo libro di Gaiman che ho ricevuto anni fa in uno swap da una ragazza che me ne consigliava la lettura "per sognare un pochettino", così scriveva nella sua dedica. Ed eccomi qua per presentarvelo...

Descrizione: In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristran, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristran non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella...

Recensione: La storia racconta di un ragazzo che affronta mille peripezie per trovare una stella caduta in una notte di autunno e donarla alla ragazza che ama. Per fare questo deve uscire dai confini protetti della sua città e oltrepassare un muro per avventurarsi in un mondo magico dove si svolge un mercato di articoli fatati... ogni nove anni accade questo e solo in questo periodo è consentito agli umani metterci piede. Tristran non sa che per lui le cose non saranno facili e recuperare la stella e portarla alla sua amata lo renderà una persona diversa. Tali e tanti saranno i personaggi e i fatti che accadono nel magico mondo di Faerie che, al suo ritorno, scoprire che Victoria non l'ha aspettato ma si sta per sposare con un altro, non sarà così tragico per lui. Scopre di essere l'erede al trono di Stormhold ma rinuncia per poter girare il mondo con la sua stella, la sua amata stella. Ecco, questo libro non mi ha fatto particolarmente gioire... il genere non è molto nelle mie corde. Però devo riconoscere che è una storia scritta per far volare con la fantasia, per fantasticare di streghe, fate ed eredi al trono che superano gli ostacoli e raggiungono tutti i loro scopi. La magia dei fiori di vetro che toglie gli incantesimi la trovo una cosa molto delicata in un libro del genere e mi è piaciuta. Le fate trasformate in serve e i giovanotti in moscardini rende il racconto più fiabesco che altro però nel contesto tutto ha il suo perchè.  Il lieto fine fa bene al cuore e in questo libro non poteva proprio mancare l'happy end! Riconosco che la trama è ben costruita e i protagonisti del libro sono coinvolgenti e non banali, immaginarseli diventa facile e la favola è servita! Ecco, questo è un libro che non so se consiglierei ma che sono contenta di aver letto, una lettura rilassante, facile e che fa volare in posti magici e incantati. E con questo caldo io so quanto vorrei volare via... in un posto se non proprio magico ma almeno tanto fresco!!! Ciao e alla prossima.

domenica 25 giugno 2017

Recensione: Splendi più che puoi di Sara Rattaro

Buona domenica! oggi sono qui a scrivere i miei pensieri sul libro della Rattaro, autrice che adoro, per raggiungere l'obiettivo numero 3 della Ruota delle Letture, la reading challenge che Laura e Laura hanno lanciato dai rispettivi blog per chi ama leggere. Questa volta, per il giro numero quattordici dovevo leggere un libro che inizi con la lettera S. Non potevo non approfittare della ghiotta occasione per leggere Splendi più che puoi!

Descrizione: L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può. Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

Recensione: Ogni volta che leggo uno dei libri di Sara Rattaro mi capita... non riesco a staccarmi dalla storia finché non raggiungo l'ultima riga. Ogni sua trama mi coinvolge e mi costringe a non mollare il libro se non solo quando l'ho finito. E questo non è stato da meno: la storia di Emma e della sua bambina, persa nelle spire malefiche di un amore che prosciuga la vita. Marco è entrato nella vita di Emma portandole la sensazione di essere protetta, amata, desiderata ma questa gioia non è durata molto per lei. Nonostante alcuni segni fossero abbastanza chiari, Emma non riesce a convincersi che essere picchiate dal compagno non è amore. Accetta e sopporta perché crede che lei riuscirà a cambiarlo, il suo sentimento farà il miracolo. Quando nasce la loro figlia Martina le cose cambiano solo perché Marco praticamente le rapisce, le porta in montagna e le tiene in balìa del suo umore malato per anni. Emma crede di essere sbagliata, di dover meritare l'amore del marito e si adopera per non farlo arrabbiare ma le cose vanno sempre peggio. Finalmente decide di chiedere aiuto, deve salvare sua figlia ed mette a punto un piano perfetto per far curare Marco. Tra alti (pochi) e bassi (molti di più) anche Emma riuscirà, dopo anni, a fidarsi degli uomini e dell'amore. Mamma mia, che trama coinvolgente! Donne che non si ribellano alla violenza in famiglia, convinte che la vergogna sia solo di chi subisce e che bisogna cercare di capire e di salvare i poveri uomini violenti. Emma racchiude l'immagine delle donne che credono nell'amore romantico, quello che ti fa volare e che spesso poi fanno i conti con situazioni difficili, di violenze non solo fisiche, che fanno male. Purtroppo però, non diventa automatico chiedere aiuto, parlarne con qualcuno, ancora la paura e la vergogna superano il buon senso e l'istinto di conservazione che in Emma ha avuto il sopravvento per salvare la figlia!  E per iniziare così un percorso di rinascita, duro, doloroso e anche difficile ma necessario per ritornare padrona della sua vita. Un libro che consiglio a tutte le donne, un libro che fa riflettere e che fa, comunque, sempre tenere viva la speranza in un domani migliore. Perché tutte dobbiamo ricordarci di splendere!


sabato 24 giugno 2017

Recensione: Le madri di Brit Bennett

Ciao a tutti! In questo afoso pomeriggio di un sabato estivo cerco un posto fresco per scrivere la recensione al libro di Brit Bennett... Per la Ruota delle Letture, la reading challenge a cui partecipo, Laura mi ha dato da leggere proprio questo libro nel quattordicesimo giro.

Descrizione: Ambientato nella comunità nera della California del Sud, il romanzo d'esordio di Brit Bennett è un libro sull'amore, sui desideri, sulle luci e le ombre - scandagliate senza retorica e con coraggio - dell'essere madri. A narrarci la storia dei giovani, poi adulti, Nadia, Luke e Aubrey, sono "le madri", il cuore della comunità della Upper Room Chapel, che danno voce al coro senza tempo delle donne, a volte pettegole e spietate ma più spesso capaci di ascoltare le parole non pronunciate, di scrutare i segni dei tempi, di portare nel loro grande cuore il segno di un destino difficile. Nadia Turner ha diciassette anni, frequenta l'ultimo anno di liceo in un college di Oceanside, non lontano da San Diego, e porta nel cuore il peso insopportabile del suicidio della sua mamma, avvenuto pochi mesi prima. Nadia vive, o sopravvive, insieme al padre, uomo buono ma incapace di una relazione con lei, e nonostante tutto le ricordi il dolore e la colpa di sua madre, Nadia si ribella e guarda avanti, aspettando di sapere se è stata ammessa a una delle università cui ha fatto domanda e innamorandosi di Luke Sheppard. Anche lui, proprio come lei, ha qualcosa da dimenticare: figlio del pastore della chiesa che entrambi frequentano, era un campione nella squadra di football del college, ma una brutta frattura ha spezzato la sua gamba e la sua promettente carriera. La loro storia è emozionante e trasognata come tutti gli amori a quell'età, fino a che Nadia non rimane incinta, e le sembra che abortire sia la sola scelta giusta: è così facile, ogni ragazza oggi sa che è un diritto per il quale generazioni di donne hanno lottato. Nadia nasconde il suo segreto a tutti, compresa Aubrey, la nuova grande amica che condivide con lei il dolore di una madre perduta. Da giovani gli anni corrono veloci, senza quasi accorgersene Nadia, Luke e Aubrey diventano adulti: e quando Nadia torna a Oceanside per il matrimonio di Aubrey, l'ombra delle scelte compiute durante quella lontana estate in riva al mare cala improvvisamente su di loro come un debito da pagare, come una domanda che esige risposta. Una domanda bruciante: quando diventiamo adulti, è possibile sfuggire al peso delle scelte compiute dai noi stessi più giovani che siamo stati?

Recensione: Quando ho letto la mail con gli obiettivi per la challenge e mi sono trovata questo libro da leggere, subito l'ho acquistato in formato ebook. Ho voluto che fosse una scoperta in tutto e per tutto. Ho visto che Laura l'aveva recensito in un suo post ma, complice un mare di impegni, non sono riuscita a leggerlo. Quindi ora vi parlo del libro della Bennett che ho appena terminato.
La storia ha come protagonisti tre ragazzi le cui vite si intrecciano e, per lo strano gioco che il destino spesso prepara, si scontrano indelebilmente. Nadia rimane orfana di madre a diciassette anni, senza sapere i motivi che spingono la madre ad un tale gesto. Il suo rapporto col padre non è mai stato tanto stretto e questo impedisce loro di parlare della tragedia che li ha colpiti, non riescono ad elaborarla per poterla superare insieme uniti. Lei, ragazzina ribelle, si innamora del figlio del pastore, campione di football la cui carriera è rovinata da una gamba rotta. Si vedono anche di nascosto per amarsi e lei rimane incinta, lui confessa tutto ai suoi genitori. Lei invece non parla con nessuno, aspetta che Luke la riporti solo a casa dall'ospedale dopo l'aborto. Nadia non vuole avere un figlio, questo le è chiaro da subito, non vuole nemmeno avere l'opportunità di pensarci su. Tiene come ricordo solo una spilletta che le viene consegnata in clinica e dove sono raffigurati due piedini. Le loro vite vanno avanti, Nadia conosce Aubrey che nel corso del tempo diventa la ragazza e poi la moglie di Luke, la sua amicizia con lei non è tale comunque da farle confessare il loro passato. Lei va via per studiare e per laurearsi finché il padre si fa male e deve tornare per aiutarlo ed accudirlo. Anche se Luke è sposato con Aubrey, lui e Nadia si riavvicinano ma non parlano mai del bambino che insieme hanno concepito e che non è mai nato. Quello che più mi ha colpito in questo libro è la figura costantemente presente di qualche madre... Quella di Nadia che si suicida, quella di Aubrey che non vuole aver nulla a che fare con la figlia, quella di Luke che si adopera per "liberare" il figlio da una ragazza non adatta a lui e gli avvicna la moglie perfetta. ci sono poi le madri che girano attorno alla chiesa del pastore Sheppard, che scrutano i mutamenti e i movimenti dei giovani ragazzi e ne tengono d'occhio le reazioni per sapere tutto di loro. E c'è Nadia, madre mancata, che non ha mai voluto sapere davvero se il figlio che aveva in grembo sarebbe potuto essere una cosa meravigliosa per lei e non ha mai nemmeno voluto parlarne con il padre del bimbo... forse se l'avesse fatto loro avrebbero potuto avere una storia diversa e forse più felice. Perchè in fondo, l'aborto è certamente un diritto acquisito, ma le donne che ne fanno ricorso non possono mai dimenticare di essere state per breve tempo delle madri.
Libro molto intenso, scrittura insolita e ricca di cambi di prospettiva ma molto molto piacevole!


lunedì 29 maggio 2017

Recensione: L'altro capo del filo di Andrea Camilleri

Buon inizio settimana a tutti! Oggi scrivo la recensione del libro di Camilleri, letto in pochi giorni, per raggiungere l'obiettivo 16 della Ruota delle Letture che, nel dodicesimo giro, mi chiede di leggere un libro da cui sia tratta una serie TV.
Io, visto che già ne ho letti alcuni, ho colto l'occasione per dedicarmi a quest'ultimo testo scritto da Camilleri che vede Montalbano come protagonista.

Descrizione: "Una pagina tira l'altra. Eppure la lettura non può che scorrere con lentezza. C'è troppo dolore, c'è troppa disperazione, nel paesaggio di realtà che si va ad attraversare. Il mare è diventato una enorme fossa comune, il teatro acquatile di una immane tragedia di naufraghi: il quadrante acheronteo di violenze, lo specchio deforme attraversato dai fantasmi di quanti hanno sperato nella salvezza della fuga, sebbene pagata con la spoliazione e con gli abusi, con l'urlo raggelato delle madri e il pianto muto dei bambini che non sanno come decifrare l'orrore che si è disegnato nei loro occhi. Con quanta velocità è concesso di leggere la lentezza della sacra rappresentazione dell'esodo di una umanità straziata, tradita dalla storia e offesa dalle politiche del sospetto e dell'egoismo? A Vigàta, Montalbano è impegnato nella gestione degli sbarchi, nei soccorsi ai migranti, nello smascheramento degli scafisti. Ha la collaborazione del commissariato, di vari volontari, e di due traduttori di madrelingua. Si prodigano tutti. Si sacrificano, tra tenacia e spossatezza. Catarella si intenerisce, si infervora, e mette a disposizione delle operazioni caritatevoli la sua innocente quanto fragorosa rusticità. Il lettore procede, compunto, con il passo del pellegrino. E non si accorge che dietro le pagine si sta armando un romanzo perfettamente misterioso. Persino Montalbano viene colto di sorpresa. L'arrivo felpato del delitto gli dà il soprassalto..." (Salvatore Silvano Nigro)

Recensione: Quando leggo dei libri da cui sono tratti film oppure serie TV non posso fare a meno di immaginare i protagonisti con il volto e la voce degli attori che li interpretano. Io ho cominciato a leggere le storie di Montalbano quando già aveva le fattezze di Luca Zingaretti!  Leggere ogni nuova sua avventura me lo fa sempre visualizzare così e questo vale anche per gli altri personaggi dei racconti. Questo libro è molto più cupo nei tratteggi dei personaggi: Montalbano si trova a dover affrontare il dramma dei migranti e non è cosa facile né umanamente gestibile senza sentirsi coinvolti.
Quando si trova a dover risolvere l'omicidio della sarta, che conosce e che lo lascia molto addolorato, si attiva subito e, come ogni indagine che segue, non perde nessun dettaglio per arrivare alla soluzione. Camilleri scrive i libri su Montalbano regalando al lettore uno scorcio di Sicilia ruspante, il dialetto dei dialoghi non sempre è semplice da leggere e da comprendere ma rende la storia più vera e genuina. Seguire Salvo nella sua quotidianità di uomo e di commissario, lo rende molto simpatico... almeno a me. Confesso che fatico a leggere spedita questo tipo di libro, in ogni caso mi piace cogliere le sfumature del racconto e lanciarmi nella caccia al colpevole cercando di arrivare veloce al finale per vedere se ho indovinato oppure no. Alla fine di ogni sua avventura Montalbano svela sempre la fragilità degli uomini o delle donne protagoniste e colpevoli in un modo che lascia la sensazione di un pugno nello stomaco... Camilleri sa descrivere la bellezza dei paesaggi siciliani tanto quanto sa sondare la generosità delle persone o la loro più profonda cattiveria.
Alla prossima avventura Commissario!

domenica 28 maggio 2017

Recensione: La via del sole di Mauro Corona

Ciao e buona domenica! oggi vi parlo del libro da poco terminato, il primo che ho l'occasione di leggere tra quelli scritti da Mauro Corona. Ho scelto questo titolo perché devo raggiungere l'obiettivo 11  per la Challenge La Ruota delle Letture e, per farlo, mi è stato chiesto di leggere un libro ambientato in montagna. Pensando a che libro scegliere mi è subito venuto alla mente Corona.

Descrizione: "Nessuno è tanto annoiato quanto un ricco" dice Mauro Corona parafrasando il grande poeta Iosif Brodskij, e lo sa bene il protagonista di questo romanzo, un ragazzo talmente abituato a ottenere tutto dalla vita che ormai da tutto è nauseato. Di ottima famiglia, ricchissimo e anche piuttosto affascinante, a nemmeno trent'anni è già uno stimato ingegnere cui non manca davvero nulla: ville, automobili, ma anche amici, donne e salute. Un eccesso di cose per lui sempre più opprimente... È per questo che di punto in bianco decide di dare una svolta radicale alla sua esistenza abbandonando il lavoro e rinunciando a ogni comodità per andare a vivere in una baita di montagna. E proprio mentre comunica ai genitori l'intenzione di ritirarsi sdegnosamente dal mondo, ne capisce ancora più profondamente le ragioni. Evocando le memorie dell'infanzia, scopre infatti i ricordi buoni: visioni di cime lontane, limpide sorgenti, ruscelli canterini, pascoli verdi e cascate lucenti di sole. Sì, il sole! È lui il ricordo più bello, il vero motivo che lo spinge a lasciare tutto e trasferirsi lassù. Ma una volta tra i monti, dove finalmente può dedicarsi incessantemente alla contemplazione della palla infuocata, si accorge che le ore di luce a sua disposizione non gli bastano più...

Recensione: Il protagonista di questo libro è un ricco figlio di papà che decide di trasformarsi in un moderno eremita. Soltanto una cosa lo rende felice... il sole! E solo una cosa lo irrita tanto: le montagne che possono privarlo della luce del sole. La sua scelta di demolirle una a una, riuscendo peraltro a farne addirittura un fruttuoso business, non lo lascia tranquillo come sperava. Non trova pace, vede sempre un picco o una cresta che lo disturba, li fa crollare deturpando il paesaggio ma ignorando le critiche e gli allarmi. Diventare una delle persone più malviste in circolazione non lo preoccupa minimamente e continua fino alla vecchiaia la sua opera devastante. Un sogno premonitore lo allarma ma ormai il male ha già preso possesso del suo corpo, i soldi che tanto si è affannato a guadagnare non lo possono salvare. Decide, come opera espiatrice, di devolvere la sua fortuna ai bimbi meno fortunati, credendo così di redimere una vita fatta di distruzione e disprezzo per la  natura. Io ho finito a fatica questo libro, mi aspettavo un Corona più incisivo e meno legato ai luoghi comuni. Mi spiego: credevo che il desiderio di cambiare vita dell'ingegnere fosse dettato da un sano moto di ribellione verso la famiglia ricca e che la montagna potesse essere lo sfondo per una storia di avventure e amicizie montanare. Invece il protagonista ama così tanto il sole che decide di distruggere tutto ciò che lo nasconde ai suoi occhi e tutto il libro gira intorno a quest'opera folle... poco conta che alla fine lui doni tutto in beneficenza, io lo davo per scontato un gesto simile a quel punto. No, non  mi è piaciuto per niente, non ci sono figure che emergono e nemmeno l'ometto brutto e sgraziato che annota su un quadernetto i misfatti del giovane riesce ad avere un posto di spicco nella storia. A parer mio questo libro è una storia leggera che può servire da monito a chi crede di ottenere tutto senza pagare pegno... e basta.
Ciao e alla prossima!

domenica 14 maggio 2017

Recensione: Di impossibile non c'è niente di Andrea Vitali

Rieccomi con i miei adorati libri! Questa volta sono qui a parlare del libro di Vitali che stazionava nella mia pila dei TBR da parecchio tempo. L'ho comprato incuriosita dalla trama perchè di Andrea Vitali  conosco poco le opere... l'unico suo libro che ho avuto modo di leggere è stato Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti.
Complice la Challenge la Ruota delle Letture dei blog La Libridinosa e la Biblioteca di Eliza che, per l'undicesimo giro di ruota, mi ha dato come obiettivo proprio quello di leggere un libro di Vitali, ho colto l'occasione per leggere questo piccolo libretto.

Descrizione: Proprio davanti alla casa del bambino Gelso c’è un bosco meraviglioso, dove i pupazzi di neve resistono per giorni, nascono certe fragoline insapori ma bellissime e gli alberi vegliano sui cespugli. Ma adesso il bosco è in pericolo: vogliono abbatterlo per costruirci case, altre case e ancora case, come se non fossero abbastanza quelle che stanno soffocando impietose la natura tutt’intorno.
Per Gelso c’è solo una speranza, scrivere una lettera agli unici che conoscono bene il valore delle cose semplici, quelle che sanno fare la gioia dei bambini: i personaggi della tradizione. Ma i tempi sono cambiati, e i Sette Nani, il Topolino dei Denti, la Cicogna che Porta i Bambini, Babbo Natale e tanti altri hanno ormai scelto di ritirarsi, dimenticati da tutti, a respirare l’ultima aria buona nel tranquillo ospizio Vistalago. Riuscirà il richiamo disperato di un bambino a far scattare in loro l’antico orgoglio? C’è veramente ancora spazio per loro in un mondo tecnologico in continuo cambiamento?

Dopo il successo dei libri per ragazzi di Luis Sepúlveda e Daniel Pennac, Andrea Vitali incanterà i lettori bambini e quelli che lo ridiventeranno leggendo questa favola moderna, allegra e delicata, ma che tocca anche temi profondi come l’importanza della tradizione e dell’amore per la natura. Una storia magica che ha la grazia della fiaba e la forza di un romanzo.

Recensione: Devo dire che all'inizio ero un po' in dubbio sul fatto che questo libro potesse valere il punto in palio... mi sembrava così povero di pagine! Poi ho guardato bene e le pagine sono 156 quindi mi sono fatta coraggio e l'ho letto sperando di portare a casa il bottino...
Il libro racconta una favola, i protagonisti sono i personaggi che i bambini conoscono molto bene  e a cui io sono molto affezionata... soprattutto a Babbo Natale. Lui deve esaudire il desiderio di un bambino e, anche se a riposo per sospetta inutilità, non vuole deluderlo. Ad aiutarlo le fide renne, non solo loro però, perchè anche gli altri ospiti dell'ospizio vogliono contribuire al buon esito del desiderio. Leggere questa storia è stata una dolce e tenera pausa, ritornare ai personaggi della mia infanzia è stato piacevolissimo. Devo dire che Andrea Vitali si è cimentato in una cosa insolita scrivendo una fiaba con protagonisti del genere ma è riuscito a tenere il ritmo e a coinvolgere chi legge con una trama delicata e spiritosa molto molto gradevole. Alla fine le gesta del gruppo di "eroi" così diversi tra loro ma così coesi nell'intento, suscita tenerezza  e assume quasi il compito di metafora per farci capire che non dobbiamo mai dimenticarci di credere negli ideali e non dobbiamo mai smettere di perseguire la giustizia, senza aver paura delle conseguenze. Non sarà uno dei miei autori preferiti ma credo che potrei leggere anche altri libri di Vitali... 

lunedì 8 maggio 2017

La cresima... una festa anche per me!

Ciao e buon inizio settimana! Oggi sono qui per parlarvi, con estremo ritardo, dei preparativi per la cresima di mia figlia Giulia. Come già accaduto per la prima Comunione mi piace sottolineare l'importanza di queste occasioni con il tocco dell'handmade... e le mie ragazze ci contano sempre! La cresima è stata in marzo, mesi fa ormai, e io ho iniziato con la preparazione degli inviti che Giulia ha distribuito agli invitati.

domenica 7 maggio 2017

Recensione: Scomparsa di Chevy Stevens


Buona domenica! Sono estremamente felice perché sto scrivendo la recensione del primo libro nella lista degli obiettivi usciti dall'undicesimo giro di ruota della Challenge La Ruota delle Letture:  stavolta mi è toccata La Luna Nera, da una foto pixelata devo riconoscere il titolo del libro, leggerlo, recensirlo e sperare che sia quello giusto! Dalla foto che mi è arrivata sono arrivata a questa copertina e ho cercato e letto questo libro di Chevy Stevens.

Descrizione: Il giorno in cui viene rapita, Annie O’Sullivan, una giovane agente immobiliare, ha tre obiettivi da raggiungere: vendere una casa, dimenticare un recente litigio con la madre ed essere pronta in tempo per una cena romantica con il suo ragazzo. Quando arriva il suo ultimo cliente Annie s’illude per un attimo che sarà il suo giorno fortunato. Non sarà così. Sarà l’inizio di un incubo. Alternato alle sedute di psicoterapia durante le quali Annie narra il dramma della sua prigionia durata un anno, gli abusi psicologici e le violenze fisiche subiti, la dolcezza con la quale arriva a guardare il suo aguzzino, c’è il resoconto degli eventi successivi alla fuga: la lotta per riprendersi la propria identità e le indagini della polizia per scoprire chi abbia architettato il sequestro di cui è stata vittima. Ma la verità non sempre rende liberi.

Recensione: Ho letto questo libro praticamente senza fiato. La protagonista Annie racconta in prima persona il suo dramma partendo dal racconto delle sue sedute dalla psicologa. Ne ha cambiati tanti perché nessuno, secondo lei, sapeva aiutarla a dimenticare. Ora, invece, con l'aiuto di questa dottoressa, sta facendo piccoli passi avanti: esce di casa, non dorme più tutte le notti nell'armadio, sta ricomponendo i pezzi della sua anima. ma è difficile... Quello che le è capitato è uno dei peggiori incubi che si possano solo immaginare: è stata rapita e segregata oltre che sottoposta ad un sacco di abusi fisici e psichici da un Pazzo. Per un anno lui le ha fatto fare e le ha fatto credere di tutto, lei ha perso la sua freschezza, la fiducia e la serenità. Mamma mia che ansia leggere questo libro! Dovevo continuare, pagina dopo pagina, perché dovevo sapere cosa era successo e, soprattutto chi aveva organizzato una cosa del genere, così terribile e umiliante. Riga dopo riga, il racconto mi riservava una continua dose di suspence: Annie doveva cercare di fuggire ma era troppo isolata, troppo spaventata e troppo succube del suo aguzzino che le aveva tolto anche la serenità che può derivare semplicemente dal farsi un bagno! Ogni seduta dalla terapista è un nuovo racconto del baratro in cui la protagonista si ritrova e al peggio sembra non esserci mai fine... subisce ogni sorta di angheria fino alla più terribile di tutte, la morte della sua bimba, cui non riuscirà mai a rassegnarsi. Questo tragico evento è la molla che, alla fine, la fa scappare e ritornare al suo mondo. Ma con che terribile fardello nel cuore e nell'anima! Annie riesce a trovare la forza per non soccombere, per non lasciarsi annientare, è stata forte e coraggiosa anche quando, ritornata a casa, ha voluto seguire le indagini per scoprire chi potesse aver architettato un gesto simile. Perché rapire proprio lei? E, aiutata da un agente di polizia che ha continuato ad indagare per risolvere il suo caso, ha scoperto cose sorprendenti! Non svelo nulla ma i colpi di scena in questo libro non mancano di certo... le certezze non sono più così sicure e le persone non sono come sembrano. A volte gli eventi si trascinano per anni e il tarlo della gelosia e dell'invidia può far molto, molto male. Arrivata all'ultima pagina, come Annie anche io provato un senso di solitudine: lei per come vanno a finire le cose e io per aver finito il libro. Un libro che mi ha lasciato veramente a bocca aperta, un racconto alternato tra psicoterapia e rievocazione dei fatti che non può non colpire per la brutalità dei fatti narrati e per la personalità dei protagonisti. Proprio una bella lettura! Grazie Luna Nera... se ho indovinato ovviamente!
Buone letture a tutti!

lunedì 1 maggio 2017

Recensione: Cinque indagini romane per Rocco Schiavone di Antonio Manzini


Rieccomi! Questa è la seconda recensione utile per il decimo giro di ruota del challenge La Ruota delle Letture a cui mi sto affezionando sempre di più. L'obiettivo che devo raggiungere con questo libro è il numero 9 e quindi leggere un libro di racconti. Io, dopo aver letto 7-7-2007 di Manzini e aver fatto la conoscenza del vicequestore Rocco Schiavone avevo acquistato questo libro in attesa di poter leggerlo per continuare a sorridere con le avventure del poliziotto più politicamente scorretto che mi sia capitato di leggere!

Descrizione: Questi cinque racconti sono stati pubblicati per la prima volta in altrettante raccolte a tema di autori vari pubblicate dal 2012 in poi da Sellerio. Protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, un personaggio fuori dagli schemi: scontroso, irritabile, trasgressivo al limite del lecito, ma con un senso della giustizia tutto suo. Una rilettura della tradizione del giallo all’italiana, capace di coniugare lo sguardo dolente del neorealismo e la risata sfrontata di una commedia di avanspettacolo.

Recensione: In questo libro ho ritrovato Rocco, a cui mi ero affezionata leggendo un altro libro di Manzini. Il vicequestore, in questi cinque brevi racconti, risolve crimini piuttosto efferati e nel contempo traccia i profili psicologici delle persone coinvolte. Lui, che è sempre un po' sopra le righe, riesce a leggere i fatti e le persone come nessun altro, intorno al lui, è capace di fare. Questa cosa lo aiuta a risolvere i casi ma non è mai completamente tranquillo... sta aspettando il trasferimento a chissà dove! Questo libro, o meglio questa raccolta di racconti brevi, fa conoscere il vicequestore Schiavone in alcune delle sue sfumature: la pigrizia che lo prende certi giorni, la rabbia nei confronti di chi commette reati, le ingiustizie a cui deve porre soluzione. Rimane comunque sempre quello che fuma canne, quando ha bisogno di energia, quello che tratta a male parole sospettati e colleghi, quello un po' orso che rimarrebbe chiuso in casa quando può. Per fortuna ha amici che lo conoscono bene e colleghi che fanno di questo suo carattere una leva per imparare a fare bene i proprio lavoro e con Rocco sono in ansia, consapevoli che lui dovrà essere mandato chissà dove. e quando scopre che la sua destinazione sarà Aosta lo fa a Natale... che bel regalo eh? I suoi amici  comunque sono sempre presenti e si preoccupano di farlo arrivare alla nuova destinazione bello e pronto mandandolo addirittura in vacanza... e questa sarà un'altra occasione per lavorare! Povero Rocco!
Mi piace molto la scrittura del Manzini: allegra, vivace e frizzante ma anche un profonda quando traccia i profili dei personaggi e i pensieri di Schiavone. Mi diverte leggere i suoi libri ma, alla fine, rimango sempre un po' con l'amaro in bocca pensando a quante brutte cose riesce a compiere l'uomo. Magari ci fossero più Rocco intorno a noi!

domenica 30 aprile 2017

Recensione: Volevo solo andare a letto presto di Chiara Moscardelli

Buonasera! Oggi sono qui a recensire un libro che ho letto per raggiungere l'obiettivo 12, uscito dal decimo giro di ruota del challenge La Ruota delle Letture, che mi chiedeva di leggere un libro pubblicato nel 2016. Questa autrice non è nuova per me, ho già letto infatti un suo libro intitolato Quando meno te lo aspetti e devo dire che i suoi lavori mi lasciano il piacevole gusto di una lettura leggera e divertente. Ma veniamo a questo Volevo solo andare a letto presto...

Descrizione: Ipocondriaca, ossessiva, maniaca del controllo e sfegatata di telenovelas brasiliane: del resto che cosa aspettarsi dopo un'infanzia trascorsa in un borgo hippy, senza tv, con una mamma fissata con la cristalloterapia, un padre non ben identificato e tanti amici che danzano in giro, spesso senza vestiti? È comprensibile che a trentacinque anni Agata Trambusti voglia avere il pieno controllo di ogni aspetto della sua vita e detesti qualsiasi fuoriprogramma. Inclusa la pioggia, e quella mattina si è messo a piovere sul serio, mentre in tailleur e chignon Agata varca il cancello di una villa sull'Appia per valutare alcuni quadri che il proprietario vuole mettere all'asta. Ma la pioggia non è niente rispetto a quello che la aspetta: in meno di un minuto la sua tranquilla esistenza si trasforma in un rocambolesco film d'azione, a partire dall'uomo misterioso - terribilmente somigliante a Christian Bale! - che Agata mette ko con due abili mosse di krav maga prima di darsela a gambe. Ma che cosa sta cercando quell'uomo? E perché le sta improvvisamente alle calcagna? Tra una fuga nei vicoli più sordidi di Barcellona, le minacce di uno strozzino di quartiere e un losco traffico di falsi d'autore, Agata dovrà per una volta dar ragione al suo psicologo e lasciarsi risucchiare dal vortice impazzito degli eventi. E delle emozioni. Perché sarà proprio questa la partita più dura.

Recensione: La storia di Agata (il suo nome non è dedicato alla santa ma all'amore di sua madre per le pietre!) è un mix esplosivo di drammi familiari, intrighi quasi polizieschi e affari di cuore. Agata si ritrova, nonostante la sua vita dedita alle cose organizzate e conosciute, in un affare losco che riguarda un mercante d'arte. Si imbatte in Fabrizio, che oltre a farle prendere decisioni fuori dal suo controllo e molto spesso irrazionali, le ruba il cuore. La storia è un saliscendi di momenti comici, tragici, drammatici e romantici che, alla fine, vedono Agata riprendere il controllo sulle sue manie e soprattutto delle sue emozioni che le fanno confessare il suo amore a Fabrizio e a godersi un pizzico di felicità.
Leggere questo libro è stata una curiosa e divertente parentesi, un libro che ti trasporta in una storia magari anche un po' troppo inverosimile e  devo dire che io ho anche riso leggendolo. Capitolo dopo capitolo mi è capitato di diventare una fan di Agata, di parteggiare per lei e per un lieto fine che si meritava... dopo una vita familiare disastrosa e un matrimonio fallito prima ancora di iniziare, lei ha incontrato la sua anima gemella che però non vuole impegnarsi in una storia e la lascia senza molte spiegazioni. Ci prova, Agata, a vivere nonostante l'assenza di Fabrizio, le cose sono cambiate e lei ha meno paure e meno trappole emotive da affrontare, non è facile quando l'amore ha colpito dritti al cuore. Fabrizio lo capisce e si ripresenta da lei intenzionato a provarci, a tentare di unire e combattere le paure di entrambi e di godersi un pochino la felicità che si meritano.
Mi è piaciuto, storia briosa e senza la pretesa di insegnare nulla... solo con l'intento di far divertire il lettore con la storia di Trambusti che deve imparare a dare forma e significato alla vita!

lunedì 17 aprile 2017

Recensione: Terapia di coppia per amanti di Diego de Silva

Buon lunedì a tutti! Oggi completo le recensioni che riguardano i due libri letti per il nono giro di ruota del challenge La ruota delle Letture... i miei obiettivi erano Copertina verde e La Cuccia Librosa. Per quest'ultimo, in cui è richiesto di leggere un libro recensito nel 2016 da La biblioteca di Eliza.

Descrizione:Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell'amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un'altra. Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell'autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall'analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore. Accetterà l'incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale. Tenero e cinico, divagante, vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un'immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all'amore e dargli mandato a cambiarci la vita.


Recensione: Il libro di De Silva l'ho scelto tra la lista di recensiti da Laura nel 2016 perchè il titolo mi incuriosiva molto: amanti in terapia? Da romanticona quale sono questa cosa davvero mi ha suggerito di cogliere l'obiettivo e leggere il libro per vedere  che tipo di storia mi avrebbe raccontato. L'autore non mi è nuovo, ho già letto Mia suocera beve e devo dire che già da lì mi era parso molto particolare. In questo libro ho trovato una scrittura a tratti esilarante, quando racconta dei due protagonisti in crisi ma che non vogliono perdersi e decidono di affidarsi ad uno psicologo per risolvere i loro problemi. 

Lungo questo percorso Viviana e Modesto svelano due personalità diversissime tra loro: Viviana è tanto complicata quanto Modesto è semplice e diretto ma insieme sanno che funzionano e vogliono riuscirci nonostante la difficile condizione di amanti. Proprio questo mi ha incuriosito... amanti in terapia? Ma perchè vogliono tenere in piedi una vita parallela anche quando ci sono difficoltà? leggendo il libro si capisce che loro sono le due anime gemelle e che sono incappati nel matrimonio con altri perchè, a volte, il destino fa lo sgambetto. Non riescono a lasciarsi e l'analisi a cui si sottopongono, con il terapista che si fa troppo coinvolgere anche, fa emergere l'evidenza delle cose. Il loro è amore E alla fine si accorgono che solo loro possono risolvere i loro dubbi, i loro conflitti, le loro difficoltà. Nessuno può farlo al posto loro... nemmeno il dottor Malavolta! 
Mi riconosco anch'io un pochino in Viviana, anche io mi chiedo mille cose a cui vorrei sempre dare risposta e sono stata molto solidale con lei durante la lettura, al contempo Modesto mi faceva morire dalle risate per l'arguzia delle sue battute e dei suoi pensieri sempre diretti al punto! Ho letto questo libro con molto interesse davvero, è stato facile arrivare alla fine e parteggiare per i due protagonisti, per un lieto fine che li vedesse uniti e innamorati. Un libro davvero gustoso e piacevole e, a tratti, anche illuminante per me: " I cambiamenti sono fatti di strade... bisogna percorrerle. Nessun problema si risolve a colpi di domande e risposte".


Recensione: Il profumo delle foglie di limone di Clara Sànchez

Ciao! Oggi è la sera del giorno di Pasqua e, visto il meteo avverso che regala tuoni e fulmini, mi dedico ai miei amici libri e a scrivere recensioni! Questa volta vi parlo del libro di Clara Sànchez Il profumo delle foglie di limone che io ho ricevuto per merito di uno swap da un'amica scrapper nel lontano 2015.
ho già letto un libro della stessa autrice e mi era piaciuto, con questo cercavo la conferma del fatto che fosse brava ed è stato così.

Descrizione: Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.

Recensione: Leggere questo libro è stata una cosa un pochino ansiogena: la storia di Sandra, ragazza in crisi e incinta che decide di stare un periodo da sola per riflettere e che conosce una coppia di anziani stranieri che le offrono amicizia, non è una storia tranquilla o gioiosa. Anzi... arriva infatti Julian, altro intraprendente vecchietto, a mettere tutte le carte sul tavolo e a ridimensionare la realtà pacifica in cui un gruppetto di stranieri vivono anche se sono in terra spagnola da un sacco di anni.
Sandra con l'aiuto di Julian smaschererà i pensionati che sono tutti ex comandanti nazisti.
Il compito di Julia è far sapere al modo ciò che hanno fatto in gioventù e Sandra lo aiuta correndo dei seri pericoli.
Come ho scritto prima, la lettura di questo libro è intensa non solo per la trama ma anche per la consapevolezza del male commesso dai personaggi e dall'ingiustizia che deriva dalla loro tranquilla vita da pensionati. Come possono vivere tranquillamente in Spagna al riparo dalla scia di atrocità commesse in tempo di guerra e circondati da gente ingnara di tutto ciò? A questo serve la missione che Julian e il suo povero amico Salva si erano dati per la loro vita di ex-deportati: stanare il maggior numero di nazisti e far sapere al mondo tutto ciò che hanno commesso nei campi di concentramento.
Quando trova Karin e Fredrick Christensen Julian si trasforma in un investigatore e, ripercorrendo anche i suoi ricordi più tristi e dolorosi, si convince che la sua opera è essenziale per liberare il mondo da persone che durante la loro vita l'hanno sporcato con le loro azioni razziste e indimenticabili. Mentre controlla la coppia di vecchietti incontra Sandra, giovane e ignara di tutto, e la convince ad aiutarlo raccontandole tutto. Così, nel corso del racconto, io lettrice mi trovo a star letteralmente in pena per i due personaggi; ogni pagina temo il colpo di scena fatale perchè, anche se anziani, gli ex-nazisti possono contare su di una rete di amicizie fitta e feroci. Insomma, questo libro alla fine risulta un colpo al cuore per la storia che riapre ferite in un mondo mai tranquillo e una sferzata di vitalità data da un anziano che non si considera a riposo finché non ha compiuto fino in fondo quello che si è prefissato! E Sandra, col suo bimbo che la protegge dalla pancia, riuscirà a fare la cosa giusta e ad essere determinante per aiutare Julian e anche per trovare il vero amore... che è molto spesso il carburante nella vita di molti di noi.
Questo libro è stata una piacevole sorpresa e averlo letto mi aiuta a raggiungere l'obiettivo Copertina Verde per La ruota delle Letture dei blog La Libridinosa e La biblioteca di Eliza.

domenica 2 aprile 2017

Recensione: Qualcosa di Chiara Gamberale

Eccomi con la seconda recensione per l'ottavo giro di ruota che mi è stato affidato dalla Ruota delle Letture e che ha come obiettivo La copertina rossa.
Ho scelto il libro nuovo della Gamberale che, come sarà già saltato all'occhio, mi piace tanto come scrittrice.

Descrizione: La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.
Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?
Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».
Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.
Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente

Recensione: Leggere il nuovo libro di Chiara Gamberale mi ha un pochino spiazzata... a parte le illustrazioni molto carine di Tuono Pettinato le prime pagine mi hanno letteralmente confusa. Non mi sembrava uno dei suoi soliti racconti ma qualcosa di troppo diverso che non sapevo come interpretare. Continuando con la lettura poi ho capito che mi trovavo in mano una favola, una dolcissima e realistica favola per adulti che spiegava, attraverso i suoi personaggi, una lezione importante da imparare. Non dovremmo  riempire la nostra vita di tante, troppe cose da fare, da dire, da vedere ma  lasciarci anche attrarre dalla bellezza del niente.. "perchè il bisogno è solo un sogno: prima o poi finisce o comunque sfinisce..."
Qualcosa di troppo, protagonista del libro, ha sempre tanto da fare e quando incontra il Cavalier Niente si accorge che anche solo fantasticare sulla forma delle nuvole è una bellissima cosa. Ma non le basta, deve cercare l'amore e lo trova in diverse persone ma alla fine niente la soddisfa mai. Anche quando è lontana il Cavaliere le ritorna sempre in aiuto a ricordarle che "l'amore non deve risolvere i nostri guai. Anzi, di solito, per quello che non-so, è qualcosa che i guai li aumenta" e che l'amore non si deve cercare solo per riempire un vuoto, per paura di rimanere da soli. Si deve accettare che la vera avventura è il solo fatto di stare al mondo! 
Come mi piace questa frase... davvero. cerchiamo sempre di avere tutto, troppo e non ci fermiamo mai a riflettere sul fatto che già esserci è un dono prezioso. Dovremmo cercare di essere contenti e realizzati per quello che siamo e non per quello che ci riempie e comunque la vera soddisfazione è fare pace con i buchi che abbiamo nella pancia o nel cuore e trovare qualcuno che ci ami donandoci tutto senza toglierci niente. 
Perchè l'amore vero non deve riempirci la vita ma farci sentire bene per come siamo, niente di più.
Come sempre la Gamberale non mi delude... mi sorprende ma mi fa riflettere e alla fine lascia un messaggio importante che condivido in pieno! Brava Chiara!

Recensione. Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso

Ciao! Oggi scrivo in merito al libro appena terminato che è appunto quello di Alice Basso: Scrivere è un mestiere pericoloso.

Descrizione: Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l’affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l’intuito di Vani può smascherarli. L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.

Recensione: Questo libro giaceva da un bel po' di tempo tra quelli in attesa di essere letti e, finalmente direi, ho avuto modo di prenderlo in mano e di leggerlo e pure di godermelo tutto! Si, perchè la scrittura della Basso, quando descrive Vani Sarca, mi strappava molto spesso un sorriso. Troppo arguta Vani, anticonformista e sveglia oltre che una schiappa in cucina... un po' come me da questo punto ultimo punto di vista! Il suo compito è scrivere i libri come ghostwriter  e la casa editrice per cui lavora le chiede di dedicarsi alla stesura di un libro di ricette. Durante questo lavoro si trova a dover aiutare il suo amico commissario a riaprire e risolvere un caso di omicidio! E Vani, tramite la sua capacità di arrivare dritta alla personalità di chi la circonda, in modo anche rocambolesco riesce a capire davvero quello che è successo e chi ha commesso il reato... mi piace proprio tanto Vani! Il suo lavoro non le porterà mai la fama come scrittrice ma lo accetta e cerca sempre di fare il suo dovere al meglio... o quasi. Quando affronta  Cinzia Croco, la scrittrice per cui deve scrivere il libro-ricettario, ha avuto fegato e le ha detto tutto quello che pensava in maniera così efficace che avrei voluto farle un applauso! Sì, Vani non sopporta le persone soprattutto quelle che non hanno il coraggio di essere sè stessi sempre e comunque ma che invece vogliono solo salvare le apparenze anche quando è impossibile farlo. Anche nei confronti del suo ex, Riccardo, Vani riesce ad avere un atteggiamento che mi piace, non si lascia soggiogare dalle moine di un insicuro che gioca coi sentimenti ma si impegna invece per costruire un feeling con il commissario Berganza. Il loro gioco di squadra rende bene durante le indagini ma da il meglio nella loro amicizia, infatti Vani sta bene ed è serena quando è con lui. Chissà se, in un futuro seguito, Alice Basso farà evolvere questa storia tra loro in qualcosa di più serio... mah. Intanto bel libro, bella storia e speriamo di aver raggiunto il nuovo obiettivo per il  challenge La ruota delle Letture che mi è capitato con l'ottavo giro di ruota e cioè La Stanza Librosa.
Ora vado a scrivere la recensione del secondo obiettivo! Ciao

Mariangela

lunedì 6 marzo 2017

Recensione: L'arte di essere fragili di Alessandro D'Avenia

Bentornati! Questo post mi vede scrivere la recensione del secondo libro che mi è stato assegnato dal sesto giro di ruota della Challenge La Ruota delle Letture ,a cui partecipo con soddisfazione e che mi sta facendo veramente divertire! L'obiettivo a cui devo dare risposta è quello della Copertina Blu e la mia scelta è stata quasi obbligata 😄 infatti ho tirato fuori della mia TBR "L'arte di essere fragili" di Alessandro D'Avenia...
La copertina è di un bellissimo blu notte come si vede dalla foto e io aspettavo da un bel po' di poterlo leggere scegliendolo tra i tanti in attesa!

Descrizione: "Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?" Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l'Islandese... Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza.

Recensione: Anticipo subito che la mia recensione potrà sembrare mooolto di parte! Io adoro D'Avenia sia come scrittore (ho letto tutti i suoi libri) che come insegnante e come persona. Non deve sembrar strana allora la mia gioia derivata dal suo nuovo libro tanto atteso. Confesso però che, leggendo le anticipazioni, scoprire che avrebbe trattato del Leopardi mi ha lasciata un pochino perplessa... Ho antiche rimembranze scolastiche del poeta marchigiano che me lo hanno fatto conoscere bene ma anche un po' detestare! In seconda media imparare a memoria la poesia "A Silvia" in pochissimi giorni è stata una sfida non indifferente e dopo quasi trentaquattro anni ancora me la ricordo!!! Comunque sia il libro l'ho letto con un misto di ammirazione e timore: la prima nei confronti di D'Avenia che riesce a rendere semplice qualsiasi argomento e a spiegare, con parole che arrivano all'anima, sentimenti e stati d'animo. Il timore invece era di scoprire un libro noioso o troppo concentrato solo sul poeta. Invece, leggendolo, ho trovato un racconto epistolare tra l'autore e Leopardi in cui si trattano argomenti attuali e molto profondi. D'Avenia ci accompagna alla scoperta di un Leopardi nuovo che, analizzando i suoi scritti, ci aiuta a trovare un senso alla nostra vita, a non sprecarla e a viverla con lo stupore che dovremmo riservare alle cose preziose! Confesso che il libro non l'ho letto "tutto di seguito" ma mi sono riservata il tempo per assimilarne tutti i punti che ritenevo importanti e degni di riflessioni. Ho sottolineato tanto, ho fatto miei pensieri dell'autore di cui avevo bisogno in questo momento e ho amato questo libro! Mi ha lasciato, ora che sono arrivata alla fine, una visone nuova delle cose: dobbiamo avere degli obiettivi e metterci gioia nell'impegno per raggiungerli, un'energia che ci faccia sempre provare meraviglia per le cose belle che ci circondano e per le persone che amiamo... come Giacomo Leopardi, ora l'ho imparato bene, scriveva nelle sue poesie.

Con questo libro raggiungo l'obiettivo Copertina blu per La Ruota delle Letture.
Buon inizio di settimana!

Mariangela

sabato 4 marzo 2017

Recensione: La passione di Artemisia di Susan Vreeland


Libro La passione di Artemisia Susan Vreeland

Buon sabato! Oggi scrivo il post per scrivere le mie impressioni sul libro La passione di Artemisia.

Descrizione: É il 14 maggio 1612 quando mezza Roma accorre nelle sinistre aule dell’Inquisizione per l’atteso giorno del giudizio sulla denunzia che il padre di Artemisia Gentileschi, giovane e brillante artista, ha sporto presso il papa Paolo V. Nell’umida e scura di Tor di Nona, le parole di Orazio Gentileschi rimbombano nella mente di ognuno: «Agostino Tassi ha deflorato mia figlia Artemisia e l’ha forzata a ripetuti atti carnali, dannosi anche per me, Orazio Gentileschi, pittore e cittadino di Roma, povero querelante, tanto che non ho potuto ricavare il giusto guadagno dal suo talento di pittrice».

Ambientato negli splendidi scenari della Firenze, Roma e Napoli seicentesche, popolato di personaggi storici come Cosimo de’ Medici e Galileo, La passione di Artemisia narra della straordinaria avventura della prima pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e della vita.

Recensione. Ho scelto di leggere questo libro incuriosita dai pareri positivi delle mie compagne lettrici fatte sulla pagina Facebook della Challenge a cui partecipo e devo dire che ne sono rimasta positivamente colpita. Il libro racconta la storia dell'artista Artemisia, pittrice donna del 1600, vittima di un abuso e costretta a difendersi piuttosto che venire difesa nel processo che ne consegue. 
Non conoscevo la protagonista del romanzo in quanto artista ma leggendo le sue vicende mi sono resa conto che era una donna forte, risoluta e disposta a tanto pur di poter realizzare la sua aspirazione artistica. Lo stupro subìto da parte di un amico di famiglia la costringe ad allontanare il padre, a doversi sposare e a vivere nella rabbia e nel rancore. Crede nell'amore, quello che fa battere il cuore e cerca di risvegliarlo nell'uomo che ha sposato ma Pietro non riesce a perdonarle il fatto di essere più brava di lui nella pittura e la tradisce. Artemisia cresce la sua figlioletta cercando di riversarle nell'animo la passione per l'arte, non si scoraggia e cambia anche città per non farle mancare nulla mai. Palmira cresce curiosa e sveglia, segue la mamma prima a Genova, poi a Roma e infine a Napoli dove si innamora e si sposa, per amore vero; Artemisia rinuncia a vederla diventare artista ma si rallegra di saperla felice e parte per riconciliarsi col padre, vecchio e stanco e per aiutarlo a completare il suo ultimo lavoro. In questo romanzo ci sono moltissimi spunti per riflettere: la condizione della donna sempre vista come inferiore rispetto all'uomo, soprattutto quando vuole realizzarsi nel lavoro. Quando non hanno un uomo accanto riescono a darsi da fare per far crescere i figli, sono disposte a tanti sacrifici ma non a farsi umiliare per salvare le apparenze. L'amore può smuovere le montagne ma non può giustificare la rassegnazione o la sottomissione. Artemisia incarna l'immagine di donna risoluta e capace di coltivare la vera passione che sia per la pittura, per la figlia o per sopravvivere giorno dopo giorno. Libro molto ben scritto e scorrevole da leggere. Lo consiglio veramente.

Con questo libro raggiungo l'obiettivo 15- Leggere un libro storico - della Challenge La Ruota delle Letture dei blog di Laura e Laura.

Buone letture a tutti!
Mariangela

lunedì 20 febbraio 2017

Recensione: Amore e Inganni di Whit Stillman

Buon lunedì... oggi presento la mia recensione per il libro di Stillman che ha sceneggiato l'omonimo film e successivamente ha pubblicato questo scritto seguito, nel volume, dallo scritto di Jane Austen a cui si riferisce e cioè a Lady Susan.

Descrizione: Deliziosi capelli biondi, delicati occhi grigi e ciglia nerissime, Lady Susan Vernon dimostra non più di venticinque anni, sebbene in effetti ne abbia dieci di più. Il suo contegno è del tutto adorabile e la sua voce e le sue maniere garbate e seducenti. E poi possiede l’incantevole qualità di apparire quasi sempre di ottimo umore, quali che siano le circostanze. Tuttavia c’è chi la giudica impertinente e presuntuosa e sostiene che la condotta da lei tenuta nel cercare marito per la figlia Frederica non si limiti affatto al fare civettuolo in uso nella buona società. Si sussurra che abbia addirittura trascurato il defunto consorte e incoraggiato altri uomini in passato, e stia ora cercando un marito, preferibilmente molto ricco, perfino per se stessa. Per questo, mentre il mondo grida allo scandalo, Lady Susan decide di cambiare strategia e senza preavviso alcuno si presenta a Parklands, dimora di suo cognato, capostipite dell’illustre famiglia DeCourcy. Una residenza rinomata per la straordinaria bellezza della sua facciata palladiana e per il contegno non certo esemplare del suo casato. Qui, nella quiete e nel lusso di un’antica dimora, lontana dalle voci maligne che circolano sul suo conto, Lady Susan intende cercare una nuova via che conduca lei e la giovane Frederica all’agognato altare.
Giunto a noi per la prima volta nel 1784, grazie alla penna di una giovane Jane Austen, questa storia ci viene ora raccontata dal nipote di James Martin e della stessa Lady Vernon, Rufus Martin. Inorridito dal modo in cui quell’«autrice zitella, famigerata per le sue narrazioni vergate con penna intinta nel veleno e celate sotto la veste d’agnello dell’Anonimato» ha trattato la figura di sua zia, Rufus si assume quale sacro obbligo il compito di convincere il mondo intero della probità delle intenzioni di Lady Susan. Dal suo puntiglioso resoconto emerge il quadro di una gentildonna moralmente retta, benché scandalosamente attraente e civettuola, che si adopera per il bene della figlia e dell’intera comunità, in netto contrasto con l’epistolario austeniano, posto in calce a questo romanzo.
Riuscitissima e divertente riscrittura dell’opera di Jane Austen, Amore e inganni è una commedia di costume diabolicamente spassosa, e imperdibile per tutti i lettori della grande scrittrice inglese, notoriamente inclini ad apprezzare l’ironia più di ogni altra cosa.

Recensione: Questo libro è uno spassoso ritratto di una società, quella inglese del 1800, che viveva appesa alle apparenze e poco alle sostanze! Questa riscrittura è fatta a nome del nipote di Lady Susan, la protagonista del manoscritto della Austen, che intende difenderla davanti al Principe di Galles e per riabilitarne il nome rende divertente e ironica tutta la trama della storia. Anche se , all'epoca dei fatti Rufus Martin-Colonna de Cesari Rocca era solo un bimbetto, non esita a scrivere un resoconto per difendere la cara zia Susan da tutte le accuse che le sono rivolte da chi le viveva intorno. La sua cronaca descrive, girandole a suo vantaggio, le vicende che vedono protagonista Lady Susan Vernon, bellissima dama trentacinquenne vedova e con una figlia da accasare possibilmente con un ricco nobiluomo. Il nipote Rufus si adopera per riabilitare al meglio la zia e il suo buon nome. Oltre a scrivere un manoscritto e a farlo pubblicare si prende la briga anche di commentare con note di suo pugno anche le lettere scritte dalla Gentildonna Anonima (la Austen) definendole farragine di fandonie! Mi ha fatto molto sorridere leggere questo tipo di libro, la sua scrittura usa un  linguaggio aristocratico, pomposo e adulatorio. La visione delle cose fatta da Rufus è del tutto traviata dalla zia Susan, la sua redenzione passa per una distorsione tremenda dei fatti. Le donne che circondano Lady Vernon la vedono come quella che usa sapientemente il linguaggio ed è capace di far sembrare bianco ciò che è nero. Gli uomini della storia invece sono dipinti come dei sempliciotti che non capiscono il sottile lavoro che la dama mette in atto per accasare la figlia e sè stessa... perchè no? La sua amica e consigliera Alicia è un''altra figura di spicco nel racconto perchè Susan ha spesso bisogno di qualcuno che la aiuti mentre tesse le reti per circuire qualche Sir a lei particolarmente caro o a tenerne le mogli lontane! Che bei tipetti di donne dipingeva la Austen e che bel libro ha scritto Stillman lavorando su un'opera austeniana che non conoscevo ancora. Lady Susan... un tocco di malvagia bellezza in vestito di velluto!

Con questa recensione raggiungo l'obiettivo numero Due: leggere un derivato di Jane Austen per il Challenge La Ruota delle Letture.

Adesso aspetto il nuovo giro di Ruota... 
Mariangela

domenica 19 febbraio 2017

Recensione: Il segreto di Black Rabbit Hall di Eve Chase

Ciao! Oggi sono qui per scrivere la recensione del libro Il segreto di Black Rabbit Hall di Eve Chase che ho finito oggi giusto in tempo per la scadenza del giro di ruota del Challenge La Ruota delle Letture che le bravissime Laura e Laura hanno organizzato per farci leggere di più e meglio!


Descrizione: Amber Alton sa che il tempo scorre in modo diverso a Black Rabbit Hall, la grande casa di famiglia dove lei, il suo gemello Toby, i piccoli Kitty e Barnes trascorrono le estati e le vacanze. Vacanze all'insegna della libertà, delle corse scalzi sulla spiaggia o tra i boschi. Il tempo a Black Rabbit Hall è immobile, eterno, nessuno fa caso agli orologi e sembra non accada mai nulla. Eppure una notte tempestosa qualcosa succede, qualcosa di terribile, e niente più è come prima. Sono passati oltre trent'anni quando Lorna arriva a Black Rabbit Hall, decisa a sposarsi in Cornovaglia, in una di quelle maestose e austere residenze che hanno il sapore di un'altra epoca. È un incontro col passato degli Alton, un'immersione totale, sconvolgente, nella stagione felice di una famiglia che sembra essersi dissolta tra le sale ormai fredde e umide, i soffitti crepati, le stanze polverose di quella grande casa. È tra quelle camere che Lorna scopre l'urgenza di capire cosa è accaduto a quei bambini e al tempo stesso di trovare risposte al proprio passato, disseppellendo ricordi e immagini della sua infanzia e della madre adottiva, scavando nei segreti che ancora segnano la sua famiglia.Con un romanzo intriso di atmosfere gotiche, Eve Chase ci conduce in un viaggio affascinante nel cuore di due donne, separate dai decenni eppure irrimediabilmente legate in un nodo di misteri e non detti che avvolge ogni pietra, ogni soglia, ogni gradino di Black Rabbit Hall.

Recensione: Ho iniziato questo libro con molta curiosità, non conoscevo la scrittrice e nemmeno avevo letto nulla al riguardo e quindi mi buttavo alla sua scoperta del tutto libera nei pensieri. Posso dire che mi ha rapito subito... la storia si svolge in due tempi storici intrecciando il racconto di Amber con quello di Lorna trent'anni dopo. La famiglia di Amber è felice, mamma e papà si amano e amano i quattro figli che a Black Rabbit Hall vivono in un atmosfera di libertà e di serenità. Tutto cambia quando durante un fortissimo temporale, succede una tragedia che divide la storia degli Alton in un prima e un dopo, nulla è più come prima e la famiglia cambia umore; Amber cresce per forza e si ritrova a fare quasi da mamma ai suoi fratelli, Toby si arrabbia con tutto e tutti e i piccolini sono ancora inconsapevoli ma percepiscono la tristezza che è scesa su tutti loro. Mi sono sentita tirare dentro la storia di Amber, ho avuto la sensazione di sentire il suo dolore e il suo smarrimento nel trovarsi a vivere cose così grandi, cambiamenti che una bambina non dovrebbe mai subire. Leggendo anche la  narrazione di Lorna, organizzare il suo matrimonio a Black Rabbit Hall e avere a che fare con Mrs. Alton che non è per nulla simpatica, capire la sua cocciutaggine nel voler per forza conoscere cosa la lega a quella casa anche a costo di rischiare amore e famiglia... beh, è stato veramente emozionante e coinvolgente. Ogni pagina mi teneva sul filo sospeso della suspence, la perfida Caroline che irrompe nelle vite degli Alton con un fine poco nobile, Lucian che dovrebbe essere odiato e invece proprio no, almeno da Amber, le tragedie che non sono ancora finite per questa famiglia sgretolata e ormai senza più nessuno che possa riunirla. Lorna che scopre come i legami di sangue non siano poi una cosa effimera e che per lasciarsi il passato alle spalle bisogna avere il coraggio di affrontarlo a muso duro.  Scopre che, se è amore vero, non c'è niente e nessuno che possa allontanare due persone per sempre... prima o poi tutto torna al suo posto anche dopo aver tanto sofferto. Il finale è stato un susseguirsi di emozioni che mi hanno veramente commosso... non me lo aspettavo e anche per questo è stata una bella lettura. Non mi ha dato mai modo di capire come si sarebbe  evoluta la storia e mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine! Bello, bello, bello!

Con questo titolo raggiungo l'obiettivo della Biblioteca di Eliza e leggo il libro scelto dalla proprietaria del banner che per me  ha deciso questo di Eve Chase.

Alla prossima!
Mariangela



domenica 5 febbraio 2017

Recensione: Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti

Ciao! Oggi sono qui per recensire l'ultimo libro letto per il Challenge La Ruota delle Letture che in questo inizio anno mi ha fatto leggere molti più libri del solito! Mi piace... grazie a Laura e a Laura per la grandiosa ed esaltante sfida che hanno proposto.
Questa volta ho letto il libro Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti.

Presentazione: "Sofia si veste sempre di nero" è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, autore di "Manuale per ragazze di successo" e "Una cosa piccola che sta per esplodere". Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di Carver e Salinger, Cognetti ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l'universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent'anni di storia: dall'infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all'adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, Cognetti ci regala il ritratto di una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada.

Recensione: Questo libro è diviso in dieci racconti che si snodano per la durata di circa trent'anni e raccontano la vita della protagonista Sofia Muratori e dei principali personaggi che condividono con lei pezzi di vita. Spiegando la storia familiare e le vicissitudini di Sofia, l''autore descrive anche la vita e i tormenti di chi condivide con lei l'infanzia, la giovinezza e anche l'età adulta. Conosciamo così i genitori che la caricano di paure e faticano a farle percepire e conoscere l'affetto che ogni figlio dovrebbe ricevere dai genitori. Troviamo anche l'amico che condivide un pezzetto di infanzia e che le insegna ad amare i pirati e a conoscerne gli usi e lo stile. Lei, in cambio, gli insegna a dire le preghiere che lui non conosceva e chiamava le "strane poesie", lei le spiega: " che non sono formule magiche e non valgono nulla se non sono accompagnate da concentrazione e da devozione".Altrimenti è come parlare ai muri! Conosciamo  Margherita che divide con lei la camera in clinica e a cui insegna a fumare con il tubicino di una biro. Conosciamo zia Marta che, solo alla nascita della nipotina Sofia, si decide a stringere amicizia con la cognata e ad offrirle un aggancio alla vita. La zia Marta che ospita poi Sofia per aiutarla a riprendersi dalle batoste fisiche e dell'anima... Poi c'è Leo, che lavora il legno e il ferro e anche le coinquiline attrici.
C'é anche Emma, l'amante del padre,  che lavora con lui e riempie i vuoti finché si accorge che i vuoti non sono abbastanza e lo lascia da solo dopo anni di attimi rubati e trasferte complici. Infine Juri e Pietro che si contendono Sofia ma lei li attira, li cattura e poi li abbandona.
Ecco, questo libro è un turbinìo di descrizioni ma non fisiche, di stati d'animo dei personaggi. I racconti fanno dei gran giri temporali per spiegare il malessere di Sofia. Devo dire che questo libro mi ha sorpreso, positivamente anche; non conoscevo Cognetti e credo che la sua scrittura sia molto coinvolgente... almeno per me lo è stata in questa storia. Sofia mi sembra essere un riassunto di tante paure che ognuno di noi può provare e la sua famiglia è un concentrato di problemi e situazioni tale da far provare un'empatia particolare per lei. Io mi sono sentita di fare il tifo per la protagonista, nonostante tutto ha superato traumi e paure e ne è uscita a testa alta... vincente no perché le sue pene non sono risolte (almeno dal libro non sembra) ma la sua vita non si è fermata sul letto di casa sua in un overdose di benzodiazepine. E questo è già una vittoria... non arrendersi nonostante tutto.

Con questo libro della Casa Editrice Minimum Fax raggiungo l'obiettivo 4:leggere un libro di una Casa Editrice Minore.
Alla prossima recensione!

Mariangela

giovedì 2 febbraio 2017

Recensione: 7-7-2007 di Antonio Manzini

Ciao a tutti!
Eccomi qui per scrivere la mia opinione sul libro di Manzini che ho letto e finito da poco.

 Presentazione: "Lo sai cosa lasciamo di noi? Una matassa ingarbugliata di capelli bianchi da spazzare via da un appartamento vuoto". Rocco Schiavone è il solito scorbutico, maleducato, sgualcito sbirro che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi che raccontano le sue indagini. Ma in questo è anche, a modo suo, felice. E infatti qui siamo alcuni anni prima, quando la moglie Marina non è ancora diventata il fantasma del rimorso di Rocco: è viva, impegnata nel lavoro e con gli amici, e capace di coinvolgerlo in tutti gli aspetti dell'esistenza. Prima di cadere uccisa. E qui siamo quando tutto è cominciato. Nel luglio del 2007 Roma è flagellata da acquazzoni tropicali e proprio nei giorni in cui Marina se ne è andata di casa perché ha scoperto i "conti sporchi" di Rocco, al vicequestore capita un caso di bravi ragazzi. Giovanni Ferri, figlio ventenne di un giornalista, ottimo studente di giurisprudenza, è trovato in una cava di marmo, pestato e poi accoltellato. Schiavone comincia a indagare nella vita ordinata e ordinaria dell'assassinato. Giorni dopo il corpo senza vita di un amico di Giovanni è scoperto, in una coincidenza raccapricciante, per strada. Matteo Livolsi, questo il suo nome, è stato finito anche lui in modo violento ma stavolta una strana circostanza consente di agganciarci una pista: non c'è sangue sul cadavere. Adesso, l'animale da fiuto che c'è dentro Rocco Schiavone può mettersi, con la spregiudicatezza e la sete di giustizia di sempre, sulle tracce "del figlio di puttana che ha accoltellato due ventenni alla base del cranio». Ma se fosse la storia di un balordo solitario, sarebbe troppo liscia. Rocco invece ha un appuntamento con il fato tragico, e non sa di averlo. E quell' appuntamento gli lascia in eredità un nemico appostato quasi dieci anni dopo, quando, finito il ricordo, si ritorna al presente e Rocco ha da chiudere definitivamente il caso.
Il ritmo dei noir di Antonio Manzini dà il senso di un meccanismo dai mille ingranaggi che non perde mai un colpo, che gira all' unisono col travaglio esistenziale di un personaggio che resta nella mente, mentre lo sguardo di chi lo muove si posa critico e triste sulla realtà sociale dei tempi che corrono.

Recensione: Che personaggio ruvido Rocco! Il vicequestore Rocco Schiavone è tutto ciò che rappresenta il politically incorrect... fuma erba, insulta chi lo circonda, non rispetta le regole e le gerarchie ma ama profondamente sua moglie Marina. Quando lei scopre alcuni "dettagli" sulle attività extra-lavorative del marito si arrabbia così tanto che se ne va di casa e si trasferisce dai suoi genitori. Rocco è alle prese con un nuovo caso da risolvere, due omicidi simili da risolvere ma nel frattempo deve riconquistare la fiducia di sua moglie. Schiavone conduce le indagini a modo suo e lo aiutano i suoi amici storici che sono tanto scorretti nei modi quanto limpidi negli intenti.  Il vicequestore risolve il caso ma perderà il bene più prezioso a causa di questo. La sua perdita spiega il perchè del trasferimento ad Aosta, spiega come mai un ricercato sia sparito dalla circolazione, spiega la ruvidità solitaria di Rocco e mi fa apprezzare questo personaggio perchè cerca sempre la giustizia, anche se a modo suo. Mi rimane impresso il suo motto: "Ora, qui e adesso. La vita è una sola!" Quanto è vero! A volte gli eventi della vita ci fanno perdere tempo prezioso che dovremmo usare per stare con le persone amate... basta un attimo o uno sbaglio per perderle. Ma la giustizia, quando arriva, può ridonare la serenità perduta? Non sempre e non a Rocco che continua ad essere un anima in pena e io, personalmente ho comprato anche altri libri di Manzini. Ora non posso stare senza leggere anche le altre sue storie! Troppo intrigante il personaggio e troppo ben scritto per non sapere da dove arriva Schiavone e come continuano le sue indagini... 
Non posso ancora paragonare Manzini a Camilleri ma leggere questo libro mi ha appassionato come quando ho letto le storie del Commissario Montalbano... L'autore ti prende e ti aggancia al racconto dalla prima riga all'ultima!

Con questo libro raggiungo l'obiettivo  Antro delle Blogger della Ruota delle Letture.
Ora inizio con il successivo.. Buone letture a tutti!

Mariangela