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lunedì 16 ottobre 2017

Recensione: In piedi sull'arcobaleno di Fannie Flagg

Un altro post, un'altra recensione sempre per il ventiduesimo giro di ruota.La ruota delle letture infatti, per questo turno, mi chiedeva di leggere un libro pubblicato in Italia prima del 2010. Io ho scelto questo perché mi offre l'occasione di leggere un altro libro di Fannie Flagg.

Descrizione: Elmwood Springs è la placida cittadina di provincia già teatro di "Pane cose e cappuccino". Questa volta la storia inizia nel 1946, ed è narrata da Dorothy, così come sono soliti chiamarla gli ascoltatori della sua trasmissione radiofonica quotidiana. Proprio attraverso la sua voce impariamo presto ad affezionarci ai tanti altri protagonisti: Bobby, il suo amato figlio di dieci anni, destinato a vivere migliaia di vite, la maggior parte immaginarie; il carismatico Hamm Sparks, che inizia vendendo trattori e finisce a vendere se stesso come politico, amato da due donne diverse come il giorno e la notte; Beatrice Woods, la ragazza cieca dalla voce angelica; e la favolosa Minnie Oatman, voce solista del locale coro gospel.

Recensione: Leggere i libri di Fannie Flagg è come essere catapultati in un film degli anni '50, si riesce a cogliere il clima, i colori e persino lo stile dei personaggi che vivono tra le pagine dei suoi libri. Dopo "Pane, amore e cappuccino" con questo racconto torno ad Elmwood Springs e ritrovo Dorothy che da casa sua trasmette alla radio un programma pieno di vitalità. Lei e la sua famiglia sono il perno attorno a cui girano le vicende di altri abitanti di Elmwood Springs, vicende felici, pratiche, difficili o comiche ma che hanno sempre quella giusta dose di ottimismo e serenità che la Flagg mi passa ogni volta che leggo un suo libro. Quanta tenerezza suscita Betty Rae, quanta simpatia Bobby che combina sempre guai, poi c'è Beatrice, che con la sua voce soave fa innamorare  e Doc, il marito di Dorothy,  che condivide con lei il peso e la dolcezza di una vita familiare mai monotona. Io mi ci sono affezionata, a tutti loro e sono convinta, una volta di più, che i libri di Fannie Flagg siano una ventata di aria fresca, frizzante e positiva e che leggerli ci aiuti a staccare la spina dai problemi quotidiani regalando, per lo spazio di un libro, un pochino di sana leggerezza. L'autrice no trascura certamente che nella vita possano accadere cose brutte o vere e proprie tragedie ma ci offre un punto di vista ottimista, ci insegna che le relazioni tra familiari, amici o solo tra compaesani possono aiutare a superare e a vivere tutto in modo più semplice e sicuramente più sereno. E trovo tutto questo molto significativo in questi tempi,  in cui l'individualità è predominante e ci priva del gusto di guardare oltre il nostro piccolo mondo per vedere anche gli altri, intesi come altre persone da conoscere per apprezzarne la diversità e trovarne magari un  supporto nelle difficoltà. In fondo, non nasciamo da soli ma siamo bravissimi a diventarlo! Abbiamo smarrito quell'empatia che ci avvicina alla gente... per questo spero di leggere e ritrovare altre storie ad Elmwood Springs.

Recensione: Qualcosa di vero di Barbara Fiorio

Buona giornata! Buon inizio di settimana a tutti. oggi scrivo la recensione del primo dei due libri da leggere per il ventiduesimo giro di ruota della Challenge di Laura e Laura, mi affretto a scriverne la recensione. Il mio obiettivo è Copertina Bianca e con questo libro direi che ci siamo...

Descrizione: A rincasare ubriachi nel cuore della notte si rischia di inciampare in qualsiasi cosa: un gradino, i lacci delle scarpe, uno stuoino fuori posto. Ma se ti chiami Giulia, sei una pubblicitaria di successo e per te l'infanzia è solo una nicchia di mercato, puoi anche inciampare in una camicia da notte con una bambina dentro: Rebecca, la figlia della nuova vicina. Allora, tra i fumi dell'alcol, puoi persino decidere di ospitarla per una notte sul tuo divano. Salvo poi rimanere invischiata in sessioni di fiabe da raccontarle ogni volta che la madre, misteriosamente, non c'è. Da Cenerentola a Pollicino, da Raperonzolo alla Sirenetta, purché siano sempre le versioni originali: quelle di Perrault, dei Grimm e di Andersen, dove i ranocchi si trasformano in principi soltanto se li lanci contro un muro, e non sono certo i baci a risvegliare le più belle del reame. Se invece ti chiami Rebecca e sei arrivata da poco in città, puoi provare a conquistare i compagni di classe con le "fiabe vere". Salvo poi imbatterti nelle temibili bimbe della Gilda del cerchietto, pronte a screditarti con le versioni edulcorate della Disney. E forse, nonostante i tuoi nove anni, cercherai di far capire a Giulia, la tua amica del pianerottolo, che, anche se i principi azzurri nella realtà non esistono, l'uomo giusto a volte è più vicino di quanto si pensi. Ciò che ancora non sai è che la verità costa cara. E non solo perché certe cose è meglio non raccontarle, specie quando ci sono di mezzo i segreti degli adulti.

Recensione: La protagonista è Giulia, pubblicitaria in carriera che per la testa ha solo tanti slogan da creare ma lo è anche Rebecca, piccola vicina di casa di Giulia. La loro amicizia comincia da un incontro di notte ma poi continua e mette insieme l'ironia un po' cinica di Giulia con la lucida vivacità di Rebecca. La piccola amica vuole le favole ma non quelle finte, vuole che la verità le sia raccontata tutta perché sa bene che nel mondo degli adulti le cose non sono né belle né buone. Quindi le favole che Giulia racconta non terminano mai con il vissero felici e contenti e questo innesca conseguenze poco simpatiche per la vita sociale di Rebecca. La sua mamma, che scappa da eventi da dimenticare e la cui storia strappa un impeto di rabbia e indignazione, lavora di notte e non è molto contenta dell'amicizia nata tra lei e Giulia. Nel frattempo la collaborazione tra Giulia e Lorenzo, al lavoro, piano piano si trasforma in qualcosa di imprevisto e potente... Rebecca e il suo compagno di classe Daniele sono sempre più convinti che i draghi sono simpatici e che le principesse sono stupide ma queste loro idee non sono molto ben accettate a scuola! Il vicino di casa di Giulia e Rebecca, un vecchio attore pensionato, rende più poetica la convivenza e le notti che la piccola trascorre in cerca di compagnia per compensare la mancanza di mamma. Questo libro è stato veramente pieno di sorprese, adoro Giulia e il suo modo di raccontare le favole! Io no ci riuscirei mai, il senso del lieto fine lo considero una cosa intoccabile ma sono anche realista e so che mai capita, nella vita, che le cose si risolvano magicamente, purtroppo. Adoro anche la piccola Rebecca, così tremendamente sveglia nonostante sia ancora una bambina e abbia una mamma che ha più bisogno di lei che non il contrario. E Leone... che dire! Vorremmo tutti un vicino così! E alla fine, Giulia che tanto dura non è, scopre che l'amore può esistere anche per lei... ed ecco il lieto fine che nessuno mi può toccare!!! 

lunedì 2 ottobre 2017

Recensione: Pista nera di Antonio Manzini

Buon lunedì! Ritorno con un secondo post dedicato alla recensione di Pisa Nera, libro di Manzini che ho letto per l'obiettivo La Libridinosa (leggere un libro che la proprietaria del blog sceglie per me) nel ventunesimo giro della challenge la Ruota delle Letture.

Descrizione: Un vicequestore nato e cresciuto a Trastevere, che odia lo sci, le montagne, la neve e il freddo viene trasferito ad Aosta. Rocco Schiavone ha combinato qualcosa di grosso per meritare un esilio come questo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. È violento, sarcastico nel senso più romanesco di esserlo, saccente, infedele, maleducato con le donne, cinico con tutto e chiunque, e odia il suo lavoro. Però ha talento.
Una rilettura della tradizione del giallo all’italiana, capace di coniugare lo sguardo dolente del neorealismo e la risata sfrontata di una commedia di avanspettacolo.

Recensione: Il libro racconta di un altro caso che il vice questore Schiavone deve risolvere. Lui è sempre ad Aosta, città che rimane, nonostante la buona gente e il bel paesaggio che offre, un castigo rispetto alla sua adorata Roma. Dopo la morte della moglie Marina lui cerca di andare avanti e la capacità che dimostra nel risolvere i casi che si presentano è pari alla ruvidità del suo carattere... lui è bravissimo ad incastrare i colpevoli, a scoprirne i punti deboli e a metterli alle strette facendoli cedere e confessare le proprie colpe. In questo caso, un omicidio tra le nevi delle piste aostane, non sembra semplice risalire al colpevole ma Manzini ci accompagna nelle evoluzioni dei fatti che hanno per protagonisti i sospettati, Schiavone ovviamente non perde nessuna sfumatura e riesce a "far cadere" in trappola i colpevoli senza problemi. Anzi, risolve il caso facilmente ma è quasi sconvolto dal male che lo circonda: i colpevoli sono legati alla vittima e nulla può giustificare il loro gesto se non un diabolico senso di vuoto. Adoro Schiavone, come Manzini lo descrive, la sua continua lotta tra essere il bravo difensore della legge ma, al tempo stesso anche un pessimo esempio di rettittudine! Quando, nei momenti di calma tra le mura di casa, percepisce ancora la presenza della moglie Marina e porta avanti con lei un dialogo quasi reale, beh, lì a me Rocco suscita tanta tenerezza... tiene nel cuore il ricordo del vero amore per Marina! Anche se si concede di frequentare altre donne lei rimane il Suo amore e questa la trovo una cosa molto dolce soprattutto per uno Schiavone. Antoni Manzini con i suoi libri che hanno per protagonista Rocco Schiavone riesce a far divertire, stupire, indignare e anche riflettere i suoi lettori... il protagonista continua sempre ad essere maleducato, cattivo e anche leggermente odioso ma quando deve portare a casa il risultato di un indagine è preciso, fermo e intuitivo. Spesso i colpevoli ci dimostrano quanto possa mancare la moralità e la dignità e si ceda all'egoismo e alla superbia. 

Recensione: L'uomo che inseguiva i desideri di Phaedra Patrick

Bentornati! Mi riprometto ogni volta di essere un pochino più puntuale con le recensioni e di non aspettare sempre l'ultimo momento, soprattutto per quelle necessarie alla Ruota delle Letture, la challenge a cui sto partecipando e che tanto mi sta dando in termini di arricchimento (letterario) e di divertimento (le discussioni su Fb ne sono testimoni!).
Questa volta, nel ventunesimo giro, è uscito per me l'obiettivo Cuccia Librosa e quindi devo leggere un libro recensito nel blog La Biblioteca di Eliza nel 3016 e inizio 2017.
Io ho scelto questo di Phaedra Patrick che giaceva nella TBR e aspettava  il suo turno.

Descrizione: Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fìngere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un'assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un'accademia d'arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli.

Recensione: Leggere il libro della Patrick è stata una  divertente fonte di riflessione: può essere che, dopo tanti anni vissuti con un'altra persona al nostro fianco, ci rendiamo conto di non conoscerla bene come pensavamo? Ma davvero si può sposare qualcuno, condividere la vita e tutto ciò che ci accade e nascondergli tutto ciò che eravamo prima di conoscerlo? Questo è quello che capita a d Arthur dopo un anno dalla morte della moglie... mettendo mano alle sue cose per fare spazio, trova un braccialetto con dei pendenti. Il gioiello è la spinta per cercare notizie a ritroso della vita della moglie e ogni scoperta conduce Arthur più lontano dalla figura di donna che lui conosceva. Viene a sapere che è stata in India, che conosceva scrittori famosi, che aveva amiche lontane e tante altre cose insolite per come la conosceva lui. Nonostante queste sorprese, i suoi due figli riescono ad avvicinarsi a lui, riallacciano rapporti stanchi e scontati e Arthur rinasce: si toglie i vestiti che indossava come divisa, esce e interagisce con le altre persone, viaggia... tutte cose che prima, quando la moglie era viva, non faceva. Ho trovato questo libro molto tenero, un uomo settantenne, praticamente ancora in lutto, che rompe la sua routine quotidiana per conoscere la vita di sua moglie prima che si conoscessero. Partire da dei pendenti di un bracciale e ricostruire le rete di fatti e persone  aiuta Arthur a mettere ogni pezzetto del puzzle della vita della sua consorte nel posto giusto. Come dicevo all'inizio di questa recensione, la cosa strana è non sapere chi era il partner e cosa faceva prima di conoscerci... io non avrei saputo omettere tali informazioni che, nel mio caso credo sarebbero spuntate qua e là. La bravura dell'autrice, secondo me, sta tutta nel creare la poesia intorno ai fatti del passato, ogni scoperta rende Arthur orgoglioso della sua amata e non rancoroso per il fatto di avergli nascosto delle informazioni su di lei. Diciamo che è stato un libro che ho letto volentieri  e spero di ottenere anche i punti dell'obiettivo  a cui l'ho abbinato!
Buona settimana e buone letture!

lunedì 18 settembre 2017

Recensione: L'amore addosso di Sara Rattaro

Buona domenica!Oggi scrivo per raccontarvi del libro che ho appena finito di leggere. L'amore addosso di Sara Rattaro è un acquisto fatto tempo fa ma altri libri sono stati più urgenti da leggere e così è rimasto li ad aspettare il suo turno che è arrivato con l'obiettivo Stanza Librosa. Per il ventesimo giro di ruota della challenge a cui partecipo  devo leggere un libro recensito da Laura nel 2016 o inizio 2017. Io ho scelto quello di Sara perchè, come sarà già chiaro a chi legge i miei post, mi piace molto quello che scrive e le emozioni che suscita in me leggendoli.

Descrizione: Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice - non può farlo - che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito cera una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre - alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

Recensione: Il libro racconta di Giulia, dell'amore per Emanuele e per Federico. L'inizio sembra portare ad una storia di tradimenti: lei, lui e l'altro ma non è così. La Rattaro scrive della vita, all'apparenza perfetta, di Giulia. Un bel lavoro, un marito innamorato, una famiglia di supporto che non le fa mancare nulla. Ma lei è fragile, è convinta che il suo matrimonio non sia così sano ma non ne parla con il marito, tira dritto e sopravvive finchè non incontra Federico. Lui è sposato e ha figli ma loro due sono anime affini e si appoggiano l'un l'altra costruendo un rapporto che li fa stare bene. Accade però che la vita gioca strani scherzi e Giulia si ritrova in ospedale sia per Federico che sta molto male che per Emanuele che ha avuto un incidente. Da quel momento le vicende che Giulia ha cercato di tenere nascoste, sotto la coltre del quieto vivere e delle apparenze tanto care alla sua mamma, riemergono con tanta energia e la costringono a ridimensionare i suoi affetti. Federico non ce la fa e lei ha il cuore a pezzi e sua moglie scopre anche la loro relazione, al tempo stesso Emanuele confessa a Giulia che non ha mai tradito il loro amore, lei ha travisato una sua amicizia. Lei, a questo punto, si rende conto che lui è sempre stato l'uomo della sua vita, apparentemente accondiscendente ma pronto a dimostrarle la sua forza nel momento del bisogno. Giulia è una donna che ha dovuto crescere all'ombra di una madre perfetta, potente e dal carattere forte. Per aiutarla ha preso decisioni importanti incurante della volontà della figlia ma sempre attenta a non prestarsi a pettegolezzi. Giulia sa che ogni suo passo è controllato da sua mamma, a volte le cose che fa sono una provocazione nei suoi confronti ma cerca di riprendersi la vita e buttarsi su chi le dona amore è un buon rifugio. Quando incontra Federico, per lei è un momento delicato, sa che Emanuele vede un altra e lei trae conclusioni che le sembrano ovvie. non fa scenate ma accetta le attenzioni di un altro che, secondo il mio punto di vista, la aiutano a sopportare il dolore del tradimento. Il vero amore aspetta Giulia quando si rende conto che la sua vita è alla svolta decisiva... Emanuele la aiuta ad affrontarla! Che bei personaggi ci descrive la Rattaro! Quanda vita tra le sue righe, quanti sentimenti reali e condivisibili mi fa scoprire il suo libro! Adoro ogni riga de L'amora addosso perchè svela la fragilità di Giulia e al tempo stesso i suoi sforzi per contrastarla e per superarla. Vivere un amore non significa essere al riparo da errori ma costringe a lavorare sempre per tenere il nostro sentimento a galla nel mare che il mondo rappresenta. Quanta sincera ammirazione per una scrittrice che mi sa far provare tali sensazioni! Alla fine del libro rimane molto su cui riflettere, non dobbiamo mai dare niente e nessuno per scontato perchè gli eventi possono mescolare la trama della nostra vita e farne un groviglio da cui si esce solo se si tengono punti fermi e persone amate sempre vicino!

sabato 16 settembre 2017

Recensione: Il Bambino di Fiona Barton

Ciao a tutti! Buon sabato e buon autunno, finalmente! Aspettavo con ansia ormai il cambio di clima ma passare dal caldo torrido della scorsa settimana alla coperta è un gran bel salto! Io comincio a godermi i benefici del fresco, la scuola è iniziata, la vendemmia finita e io mi posso dedicare alla lettura ogni volta che ho un momento libero. Questa volta vi parlo del libro di Fiona Barton che ho letto per raggiungere l'obiettivo n. 8 della challenge  La Ruota delle Letture dei blog La Libridinosa e La Biblioteca di Eliza. Per ottenere i punti in palio devo leggere un libro di almeno 400 e, secondo Amazon, questo ne ha 426!

Descrizione: Un quartiere di Londra in via di riqualificazione, un vecchio edificio che dev'essere abbattuto. Durante i lavori, un operaio scopre i resti di un neonato probabilmente rimasto sepolto per anni: difficile, se non impossibile identificarlo. Ma il mistero del bambino abbandonato tocca il cuore della gente e Kate Waters - la brillante giornalista che aveva seguito il «caso della vedova» - intuisce che anche questa è una storia per lei. Man mano che indaga, Kate scopre collegamenti con un vecchio episodio di cronaca nera: la scomparsa di Alice, una neonata, dall'ospedale in cui sua madre Angela l'aveva appena partorita. Ma Emma, inquieta ghost writer dal rapporto burrascoso con la madre, è persuasa che non sia così. Con la grinta e l'umana partecipazione che la rendono una giornalista speciale, Kate Waters ricompone la storia del bambino e con essa una dolorosa vicenda di ossessioni e tradimenti, penetrando nel passato di due donne che speravano di essersi lasciate tutto alle spalle.

Recensione: In questo libro di Fiona Barton la protagonista è la giornalista Kate che, dopo il ritrovamento dei resti di un bimbo, smuove e sconvolge le vite di due famiglie che sembrano avere punti in comune in questa vicenda. Indagando e seguendo le tracce con fiuto da detective, Kate riesce a sbrogliare l'intricata matassa della vicenda che ha come protagonista il povero piccolo ritrovato dopo anni. Leggere questo libro è stato un po' come guardare un film giallo alla TV: gli elementi li ho tutti ma bisogna collegarli bene a ogni personaggio della vicenda. Mi spiego meglio... in questa storia già dalle prime pagine si legge chi è il "colpevole", la questione principale è ricostruire tutti i fatti per collocare ogni cosa al posto giusto e risalire alle responsabilità. La passione di Kate per il suo lavoro di giornalista la porta ad insistere nelle indagini per poter scrivere della vicenda in modo completo. Le sue vicende personali si legano a quelle delle altre due donne coinvolte nella vicenda e svelano insospettabili verità!
Questo libro mi incuriosiva ma, lo ammetto sinceramente, l'ho letto più che altro per ottenere l'obiettivo delle 400 pagine! Non so se l'avrei preso in considerazione altrimenti... e leggendolo ho avuto anche la sensazione che molte pagine fossero di troppo. Troppe descrizioni, troppe parole per non progredire nella storia e quindi mi ha dato la sensazione che la trama fosse un po' stiracchiata visto poi come è terminata la storia. Anche svelare praticamente all'inizio il colpevole mi ha lasciata un po' basita, l'ho continuato sempre aspettando un colpo di scena che non arrivava mai. In fondo la Barton mi ha dato tutti gli elementi a cui pensare per arrivare al finale anche da sola... e questo mi ha tolto la curiosità che mi piace avere per la fine di un libro.
Buon pomeriggio a tutti!

lunedì 4 settembre 2017

Recensione: Pane cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs di Fannie Flagg

Buon lunedì e soprattutto benvenuto settembre! Mi rendo conto ora che siamo arrivati al mese del rientro a scuola e della ripresa di tutti gli impegni che tre figlie studentesse possono avere... ma sono felice! Il tempo è variabile ma adesso è consentito respirare e non boccheggiare, per me è una gran cosa questa!
 E siamo qui per le seconda recensione del mese e per il diciannovesimo giro di ruota della Challenge a me cara. Questa volta l'obiettivo che cerco di portare a casa è il numero 1 e cioè leggere un libro di Fannie Flagg.

Descrizione: Dena è una splendida e ambiziosa stella nascente della televisione degli anni Settanta. L'aspetta un futuro più che promettente, ma il suo presente è irto di complicazioni e il passato avvolto nel mistero. Tutti i nodi della sua vita vengono al pettine quando è costretta a lasciare l'amata New York per fare ritorno nella cittadina della sua infanzia, Elmwood Springs, Missouri. Dove rivede una vecchia amica pronta a buttarsi nel fuoco per lei; i parenti chiaccheroni ma saggi; una pioniera delle trasmissioni via etere. E altri personaggi teneri e bizzarri, tutti ammaliati da una donna che, senza sapere dove sia la sua casa e neppure cosa sia l'amore, proprio grazie a loro mette le basi per un futuro nuovo ed inaspettato.

Recensione: Non ho mai letto nulla di Fannie Flagg prima di questo libro ed ero molto curiosa. Ho letto la storia di Dena Nordstrom con facilità, tanta è la delicatezza con cui l'autrice ne descrive la vita e i fatti che la coinvolgono. Non sembrava  all'inizio che ci potesse essere spazio per i buoni sentimenti, lei è una celebrità televisiva con un' infanzia non facile che cerca spazio sempre maggiore in TV. E per ottenerlo è disposta anche ad essere cinica e a dimenticare le persone che le hanno voluto bene nel passato. Il corpo comunque le lancia segnali allarmanti, il suo stomaco subisce lo stress e, quando la situazione si fa dura, Dena è costretta a rivedere la sua vita e ad andare a fondo nelle cose che fanno male. Con molta sofferenza scopre le sue origini e impara ad accettarle e non contempo si ritrova innamorata. Tutto il libro è così lieve, anche nelle parti più intense, che è un piacere andare avanti e scoprire il finale. La Flagg tiene incollati alle pagine perchè sa decrivere le situazioni, gli ambienti, gli stati d'animo dei personaggi in una maniera così precisa che sembra di esserci, lì ad Elmwood Springs o in qualsiasi altro luogo descritto nel libro. L'autrice ha uno stile decisamente unico che apprezzo soprattutto quando descrive il malessere di vivere di Dena legato alla sua infanzia, all'abbandono subìto e che non comprende finchè l'aiuto di cari amici la porta a mettere ogni tassello al suo posto e a rivedere tutta la sua infelicità sotto un'altra luce. Così riesce a lasciare un lavoro che non sente più conforme a lei e a ricominciare una nuova vita in una piccola cittadina del Missouri insieme all'unico uomo che le è stato accanto e ha atteso con pazienza e immutato amore che Dena fosse pronta per accogliere il suo affetto. Brava l'autrice a farci seguire le vicende di Dena e della sua famiglia descrivendoci gli avvenimenti del passato in modo completo così che riusciamo ad avere il quadro esatto della storia dall'inizio. Fannie Flagg ci tiene per mano, raccontando la trama, fino a portarci al finale che lascia tanto ottimismo e fiducia nelle cose belle che, prima o poi,  ognuno si augura di poter vivere. Adesso credo cercherò altri titoli della Flagg... mi rimane la curiosità di leggerli per vedere se anche gli altri sono così belli!
Buon inizio settimana a tutti!