Don't dream your life... live your dreams!

venerdì 18 agosto 2017

Recensione: Sulla sedia sbagliata di Sara Rattaro

Buon venerdì a tutti. Oggi pomeriggio mi sono seduta davanti al computer per scrivere questo post con l'animo ancora in subbuglio per gli eventi che stanno succedendo intorno a noi: Spagna prima, Finlandia poi. Un filo conduttore unico, l'odio, che non riesco proprio a concepire e mi spaventa l'idea che tutto questo non abbia una fine! Ok, ora cerco di tirare bene i fili del discorso e tornare alla mia recensione di oggi: Sulla sedia sbagliata di Sara Rattaro, un libro che ho letteralmente divorato in poche ore e che ho scelto per raggiungere l'obiettivo 3 leggendo un libro il cui titolo contenga un aggettivo.

Descrizione: "Ci sono cose che solo una mamma può capire. E che, purtroppo, solo una mamma può sentire". Una madre rimane sempre una madre. Non smette mai di esserlo. Qualunque cosa accada. Anche quando non esiste nulla di più difficile al mondo. Lo sa bene Francesca, che ogni settimana va in carcere a trovare suo figlio accusato di un reato gravissimo: omicidio. Lei che continua a domandarsi dove abbia sbagliato. Perché negli occhi di Andrea fatica a riconoscere il bambino che ha cresciuto. Ma il suo cuore non può fare altro che proteggerlo. E la missione di ogni madre. Proprio quella missione che Teresa sente di aver fallito nel momento in cui sua figlia le è stata strappata via troppo presto in un incidente d'auto. Lei non era lì a difenderla per non lasciarla andare. Un dolore troppo grande che l'amore materno di Teresa non riesce ad accettare, al punto da creare una realtà diversa in cui la ragazza gira ancora per la casa a portare luce con il suo sorriso. Francesca è la madre di un carnefice, Teresa la madre di una vittima. Eppure sono solo due donne che devono in qualche modo superare la sconfitta delle loro speranze, dei loro sogni di un futuro felice per i figli. La loro sofferenza assume le stesse tonalità, usa le stesse parole, piange le stesse lacrime. Perché il confine tra l'errore e la verità si confonde. Non è mai netto. L'amore più puro può trasformarsi in un peso troppo grande da sopportare. Può fare male o far sbagliare...

Recensione: Sara Rattaro ha scritto un altro libro che mi rimane impresso nell'anima! In questo suo scritto racconta di madri e di figli, di perdite che creano vuoti immensi, di emozioni forti che lasciano segni indelebili. E' un racconto a più voci del dolore, in tante sfumature, che lascia buchi nel cuore e nell'esistenza di chi sopravvive. Francesca è la madre di un assassino che soffre e teme di essere causa del gesto colpevole del figlio. Teresa è la mamma di una ragazza morta in un incidente stradale che, donando gli organi, salverà Zoe dal diabete. E Paolo, figlio di una madre troppo pesante che lo carica della colpa di essere nato e che lui uccide per farla smettere di urlargli il suo rancore. Valeria, la ragazza che ha scoperto di saper amare ma che, a causa del troppo amore, cade nel tunnel dei disturbi alimentari. Tante voci diverse, tanto dolore che collega gli uni agli altri. Il cuore è la cosa più fragile che abbiamo e una madre sa che il suo è indissolubilmente legato a quello dei figli... qualunque cosa succeda. Quando capita che la vita prende una piega tragica, che un figlio uccide la fidanzata, la madre non può non chiedersi dove ha sbagliato, cosa poteva fare di meglio o di diverso per riparare il figlio da tutto questo ed evitarglielo. Quando la Rattaro scrive che: " ...la vita di un genitore è come il passaggio di un funambolo da un capo all'altro della fune, incroci le dita sperando di arrivare incolume..." dice davvero una verità dura e onesta. Come madre mi sono sentita molto coinvolta nella lettura di queste pagine, ogni angoscia di quelle madri è anche un po' mia. Io cerco di fare il meglio per le mie figlie, di insegnare loro le cose necessarie alla loro buona crescita ma come posso sapere che è quello di cui hanno davvero bisogno? Come posso avere la certezza che il loro sarà un futuro sereno come ogni genitore si augura per il proprio figlio? Come posso metterle al riparo da ogni difficoltà o evitare loro di seguire strade destinate alla sofferenza? Anche se ogni buona madre cura il rapporto con i figli, li segue, li ascolta, a volte si ritrova a fare i conti con tragedie imprevedibili e se ne sente tutto il peso sulle spalle.. inevitabilmente. Anche i figli, quelli che per qualche motivo sembrano avere commesso atroci gesti giustificati da madri colpevoli, anche per loro la scrittrice riesce a muovere sentimenti di comprensione. Perchè le madri sono importanti, sono forti anche per i figli, sono fragili solo se il dolore colpisce chi hanno generato e se lo caricano sulle spalle per una sorta di tacita condivisione.
Ho finito di leggere il libro stamattina e sono ancora qui che cerco di digerire il magone che mi è rimasto, il colpo all'anima che mi ha lasciato leggerlo. Complimenti a Sara Rattaro che per l'ennesima volta mi conferma di essere una scrittrice talentuosa, capace di coinvolgere chi legge al punto da provare perfino le stesse emozioni dei protagonisti. Ho tutti i suoi libri e mi manca solo leggere il suo ultimo uscito ma sono certa che avrà la stessa presa emotiva e sarà un altro piacevole colpo al cuore quando lo leggerò. Intanto con questo spero di aver raggiunto entrambi gli obiettivi del diciottesimo giro di ruota nella challenge La Ruota delle Letture.
Intanto auguro a tutti  un buon week end d'agosto sperando in un po' di fresco, altrimenti qui si evapora davvero! A presto!

mercoledì 16 agosto 2017

Recensione: Eccomi di Jonathan Safran Foer

Buon pomeriggio! In questo agosto che alterna sole caldissimo a cieli coperti e cappe di umidità pazzesca, io continuo con la  mia attività preferita per superare l'afa: leggere! Questa volta l'obiettivo da raggiungere per La Ruota delle Letture è il numero 6 e quindi leggere un libro il cui titolo sia composto da una sola parola. Ho scelto Eccomi perchè ce l'ho da un bel po' di tempo nel Kindle, scaricato alla sua uscita ma sempre rimasto in attesa del tempo giusto. Di Safran Foer ho già letto anche Molto forte, incredibilmente vicino che mi ha positivamente sorpresa; è un autore che usa le emozioni, anche forti, per raggiungere il lettore.

Descrizione: «Eccomi.» Così risponde Abramo quando Dio lo chiama per ordinargli di sacrificare Isacco. Ma com’è possibile per Abramo proteggere suo figlio e al tempo stesso adempiere alla richiesta di Dio? Come possiamo, nel mondo attuale, assolvere ai nostri doveri a volte contrastanti di padri, di mariti, di figli, di mogli, di madri, e restare anche fedeli a noi stessi? Ambientato a Washington nel corso di quattro, convulse settimane, Eccomi è la storia di una famiglia sull’orlo della crisi. Mentre Jacob, Julia e i loro tre figli devono fare i conti con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, arrivano da Israele i cugini in visita, in teoria per partecipare al Bar Mitzvah del tredicenne Sam. I tradimenti coniugali veri o presunti, le frustrazioni professionali, le ribellioni e le domande esistenziali dei figli, i pensieri suicidi del nonno, la malattia del cane, anche i previsti festeggiamenti: tutto rimane in sospeso quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che mettono a repentaglio la sopravvivenza dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario imprevisto, ognuno sarà costretto a confrontarsi con scelte a cui non era preparato, e a interrogarsi sul significato della parola casa. L’atteso ritorno di Jonathan Safran Foer alla narrativa dopo oltre dieci anni travolge con l’energia e l’impatto emotivo del suo libro d’esordio, confermando il talento di uno scrittore unico. Ironico e irriverente, commovente e profondo: un romanzo-mondo che affronta in una prospettiva universale i temi cari all’autore – i legami famigliari, le tragedie della Storia, l’identità ebraica – e insieme apre squarci di grande intimità.

Recensione: I protagonisti del libro sono Jacob e Julia e tutto gira intorno alla festa di Bar Mitzvah del loro figlio Sam, una festa per celebrare il suo passaggio all'età adulta. Arrivano i parenti, si confrontano storie di vita quotidiane, difficoltà, errori, traguardi raggiunti e falliti ma il terremoto che colpisce i Paesi del Medio Oriente congela tutto. La paura del disastro condiziona la vita dei coniugi Bloch, il loro matrimonio diventa terreno fragilissimo e qualsiasi cosa è messa in discussione. Julia scopre nel telefono del marito dei messaggi compromettenti, Jacob si rende conto che sta andando in una direzione che lo porta lontano dai valori che considera sacri e si  scopre insoddisfatto dalla vita. I figli, inconsapevolmente coinvolti nella disfatta della loro famiglia, devono crescere e superare i loro dubbi senza poter contare su figure adulte "presenti ed efficaci". In questa famiglia manca una cosa fondamentale: il dialogo. Ognuno di loro cerca di sfuggire alle proprie difficoltà da solo, non esiste il confronto serio, lo scambio costruttivo. Tutto questo viene raccontato da Safran Foer e nel contempo ci spiega di politica medio-orientale, di tradizioni ebree e di religione in generale.
La mia opinione personale su questo libro purtroppo non è molto buona, non capita spesso che io abbia difficoltà a terminare di leggere ciò che ho in mano, stavolta è successo! La storia è interessante, lo riconosco, il ritmo però è troppo lento; troppe informazioni tutte insieme che mi hanno costretta più volte a tornare indietro e rileggere per riacciuffare il filo del discorso perso. Dialoghi interminabili che fanno giri immensi per spiegare cose semplici, la vita della famiglia Bloch passata al setaccio in modo meticoloso e precisissimo mette addosso una strana angoscia.  Sono partita molto ben disposta verso questo testo ma, leggendolo, mi sono dovuta ricredere: gli strilli che lo danno come uno dei libri migliori dell'anno scorso, per me, non sono così veritieri. Forse sono io di gusti particolari, può essere, ma confesso che non amo molto i testi farciti di cose politiche o estremamente prolissi nel racconto e in questo libro ho trovato tutto questo. Sono comunque felice di essere arrivata alla fine, non è da me lasciare libri a metà,  e ci tenevo a finirlo per raggiungere l'obiettivo della challenge che mi chiede di leggere un  libro il cui titolo sia composto da una sola parola. E' stata una mission sofferta davvero stavolta! Jacob e Julia rimarranno nella mia mente come esempio di fallimento da tenere presente: parlare sempre e comunque. Il dialogo è fondamentale in famiglia!

lunedì 7 agosto 2017

Recensione: Chi manda le onde di Fabio Genovesi

                       
Buona calda domenica di agosto a tutti! Oggi sono a recensirvi il libro di Fabio Genovesi Chi manda le onde. Con questo libro spero di raggiungere l'obiettivo 14 della challenge La Ruota delle Letture che mi chiede di leggere un libro ambientato al mare. Questo volume era da tempo nella pila dei libri da leggere che, ahimè, arreda la mia camera da letto, così ho pensato di provare ad inserirlo in un obiettivo della sfida.

 Descrizione: Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita. Succede a Luna, bimba albina dagli occhi così chiari che per vedere ha bisogno dell'immaginazione, eppure ogni giorno sfida il sole della Versilia cercando le mille cose straordinarie che il mare porta a riva per lei. Succede a suo fratello Luca, che solca le onde con il surf rubando il cuore alle ragazze del paese. Succede a Serena, la loro mamma stupenda ma vestita come un soldato, che li ha cresciuti da sola perché la vita le ha insegnato che non è fatta per l'amore. E quando questo tsunami del destino li manda alla deriva, intorno a loro si raccolgono altri naufraghi, strambi e spersi e insieme pieni di vita: ecco Sandro, che ha quarant'anni ma vive ancora con i suoi, e insieme a Marino e Rambo vive di espedienti improvvisandosi supplente al liceo, cercando tesori in spiaggia col metal detector, raccogliendo funghi e pinoli da vendere ai ristoranti del centro. E poi c'è Zot, bimbo misterioso arrivato da Chernobyl con la sua fisarmonica stonata, che parla come un anziano e passa il tempo con Ferro, astioso bagnino in pensione sempre di guardia per respingere l'attacco dei miliardari russi che vogliono comprarsi la Versilia. Luna, Luca, Serena, Sandro, Ferro e Zot, da un lato il mare a perdita d'occhio, dall'altro il profilo aguzzo e boscoso delle Alpi Apuane. Quando il dolore arriva a schiacciarli lì in mezzo, sarà la vita stessa a scuoterli con i suoi prodigi, sarà proprio il mare che misteriosamente comincerà a parlare. E questa armata sbilenca si troverà buttata all'avventura, a stringersi e resistere in un on the road tra leggende antiche, fantasmi del passato, amori impossibili e fantasie a occhi aperti, diventando così una stranissima, splendida famiglia. Fabio Genovesi ha scritto un romanzo traboccante di personaggi e di storie, sospeso come un sogno, amaro ed esilarante, commovente e scatenato come la vita vera. Un romanzo che parla la lingua calda e diretta dei suoi personaggi, che scava dentro esistenze minime e laterali per trovarci un disegno: spesso lo chiamiamo "caso", ma la sua magia è così scintillante che per non vederla bisogna proprio tenere gli occhi stretti.

Recensione: In questo libro i protagonisti sono più di uno: c'è Luna, bimba albina con una profondità di pensiero da far impallidire quasi tutti gli adulti che la circondano; c'è Luca suo fratello maggiore, spirito libero che adora il surf ma che purtroppo non può più tornare dalla Francia e raccontare alla sorella la sua caccia all'onda perfetta e portarle l'osso di balena che le aveva promesso. C'è Serena, la loro mamma single che li ha cresciuti bene, incredibilmente bene, districandosi tra enormi difficoltà ma non arrendendosi mai tranne nella perdita più dolorosa. C'è Sandro, giovanotto perdigiorno che rimanda a domani tutto quello che può ma che si attiva davvero solo per far colpo su Serena attraverso Luca e Luna. Poi c'è Zot, bimbo di Chernobyl che parla come un adulto e che viene definito già "vecchio" ma che vicino a Luna scoprirà cos'è il coraggio e la forza dell'amicizia. Poi ci sono Marino, Rambo e Ferro: personaggi talmente strampalati che, a volte, ci si trova inevitabilmente a ridere di gusto leggendo delle loro peripezie. Leggere questo libro mi ha fatto sembrare un pochino ridicola agli occhi della mia famiglia: alternavo risate di gusto alla lacrime! E' dura spiegarne il motivo a chi non conosce il libro... è una storia che ti prende da subito, che ti porta a Forte dei Marmi e ti fa sentire il profumo del mare che consola Luna della perdita del fratello. Lei che aveva giurato di non metterci mai più piede in spiaggia non riesce a non andarci. Luca adora il mare e lei lo capisce, sa che lui era felice sul suo surf. Sua madre però non è capace di accettare quello che le capita, lascia Luna al suo destino e cerca Luca nei ricordi. La tristezza di certi passaggi lascia la sensazione di un pugno nello stomaco e l'evolversi della storia di Sandro e Serena passa anche attraverso momenti divertenti, arrabbiati, sorprendenti e inaspettati. Ci si sente parte della storia, si percepisce il dolore di Luna, la disperazione di Serena, la rassegnazione di Sandro. Ma anche il coraggio e la voglia di superare gli eventi tristi di Zot, che nessuno vuole amare ma che è disposto a sopportare di tutto pur di farsi accettare.Anche le strane vite di Marino e degli altri simpaticoni fanno tenerezza, gliene capitano così tante, di disgrazie, che non si può non provare un pochino di affetto anche per loro. Ho letto il libro con il gusto di conoscere le storie di tutti i protagonisti, ogni riga mi avvicinava di più al loro modo di vedere le cose e di provarle. E l'alternanza di episodi divertenti e di tragedie e sventure si abbinava perfettamente alle mie risate e alle mie lacrime! Credo di poter dire che è stato veramente bello leggere questo libro di Fabio Genovesi, meritava proprio di essere gustato perché tutto è raccontato con la freschezza e l'ingenuità che denotano i personaggi, una caratteristica che mi fa sempre apprezzare un libro e me lo fa piacevolmente ricordare con un aggettivo: divertente. E quando leggere diventa divertente, allora si trova la vera dimensione che questa passione deve incarnare... non solo intrattenere ma anche e soprattutto divertire!

P.S. Ora credo però che mi sceglierò un libro comico ... basta lacrime, almeno per un po' di tempo!

Ciao e buon agosto... speriamo sempre leggermente più fresco di quanto percepito fino a oggi.



mercoledì 26 luglio 2017

Recensione: Tempi duri per i romantici di Tommaso Fusari

Buona serata a tutti! Oggi scrivo di mercoledì ed è già di per sé una notiziona... se poi sto scrivendo la recensione di un libro appena terminato per la Challenge La Ruota delle Letture dei blog di Laura e di Laura, allora è un vero e proprio evento!
Il fatto è che ultimamente mi sto dedicando ai miei amati libri con molta più costanza, l'estate e i ritmi tranquilli di famiglia mi permettono di gustarmi spesso il profumo delle pagine delle mie letture. Questa volta vi racconto cosa ho letto per  l'obiettivo La Stanza Librosa che quindi  deve essere un libro recensito da La Libridinosa nel 2016 e nella prima parte del 2017. Io ho scelto Tempi duri per i romantici di Tommaso Fusari che ho acquistato in un raid serale nella mia libreria del cuore scegliendolo tra i mille titoli che avrei voluto prendere. Aspettava solo il suo turno per essere letto...

Descrizione: Stefano ha ventidue anni e una vita tranquilla. Simpatico, belloccio e con la battuta sempre pronta, divide il suo tempo tra le serate a Trastevere con gli amici, il lavoro che non ama particolarmente ma che gli permette di avere una casa tutta per sé, le polpette piene d'amore di mamma e la storia con Michela. Sembrerebbe andare tutto per il verso giusto eppure a Stefano qualcosa non torna. Non può fare a meno di sentirsi incompleto, fuori posto, fuori cuore. Stare con Michela gli ha fatto capire che "con una donna puoi ridere, mangiare, guardarci un film, scoparci tutta la notte, prenderci il caffè insieme e correre comunque il rischio di non amarla". Perché l'amore vero è un'altra cosa. E sta da un'altra parte. Allora succede che ritrovare un dischetto di cartone con sopra disegnato un pettirosso dia uno strattone alla sua vita costringendolo a ripensare a quando, dieci anni prima, era poco più che un bambino. E a ricordare quegli occhi scuri e profondi, quelle lentiggini che diventavano una costellazione, quel modo goffo e particolarissimo di tirarsi da parte i capelli rosso fuoco. Da quel momento niente ha più senso se non andare a cercarla, ovunque sia, rischiando di perdere tutto pur di ritrovarla. Lei, Alice, il pezzo mancante, la ragazzina che ti guardava in un modo che non sai spiegare, in un modo che ti sentivi subito a casa. Perché, davvero, certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi. Perché "si possono dimenticare episodi, eventi, parole, canzoni, ma mai le persone che ci hanno fatto del bene".

Recensione: Stefano, il protagonista del libro, vive a Roma, fa un lavoro che gli permette di vivere dignitosamente da solo, ha una famiglia che gli vuole bene, degli amici con cui condivide l'allegria e la spensieratezza e una ragazza che non ama. Michela si considera la sua fidanzata ma forse per Stefano non è lo stesso... lui sente che con lei può condividere cose, spazi e azioni ma non il cuore. La sua vita non è completa se non scopre che fine ha fatto Alice, la ragazzina lentigginosa e con i capelli rosso fuoco che scappa di casa per sfuggire ai mostri e dorme nel suo letto quando sono poco più che bambini. Passano molto tempo insieme, progettano un futuro insieme, vogliono andarsene da Roma insieme per fare cose grandi. Ma la vita riserva loro delle strade complesse e separate, Stefano comunque decide di cercare Alice, di trovarla per vedere se i progetti fatti dieci anni prima sono davvero evaporati e quindi mettersi il cuore in pace. Riesce a rivederla, comincia a vivere con lei, a cambiare per lei e con lei, ad innamorarsi sul serio e a costruire per loro un futuro, non più a Torino dove Alice si è trasferita da ragazza con la mamma, ma a Roma dove insieme decidono di tornare. Il destino ci mette il naso e decide che l'amore può essere al dì sopra di tutte le cose; lei ha un grave incidente e lascia solo per sempre Stefano... ma lui sa che la cosa più importante, quella che conta sopra tutto è l'amore che si dona e il suo è stato sempre per Alice.
Io, alla fine di questo libro ho dovuto prendere un fazzoletto per asciugarmi le lacrime. Inevitabile commuoversi, sentire fisicamente il dolore che Stefano prova per la perdita di Alice, avere il batticuore per lui nei momenti in cui la ricerca di Alice è l'unica cosa importante. Gioisco per loro quando il futuro sembra scritto su misura dei loro sogni, quando tutto si incastra perfettamente: lavoro, amore, famiglia e desideri. Troppa perfezione però fa paura perché, prima o poi, tocca pagare pegno. Stefano ha cercato un senso da dare alla sua vita e l'ha trovato nell'amore di Alice e per Alice, un sogno romantico che fa sussultare il cuore a noi che tanto amiamo il colore rosa delle storie vissute con amore. Adoro Stefano e Alice, credo davvero che esistano le anime gemelle e che il loro richiamo non può fermarsi solo perché ci si perde di vista per un periodo. Ha avuto del coraggio Stefano per rivoluzionare la sua vita inseguendo la ragazza che lo faceva stare bene, a ventidue anni non ci si può accontentare di tirare avanti se il cuore non è soddisfatto!
Davvero un bel libro, Tommaso Fusari è giovane ma credo che con questo libro si sia fatto conoscere in un modo sorprendente, ha saputo toccare le corde più sensibili dei lettori regalandoci una storia colma di vitalità, simpatia, amore e dolori. I suoi personaggi sono così descritti bene che ci portano all'interno della storia trascinandoci per il cuore e, passando per gli occhi bagnati di commozione, ci lasciano senza parole.
Bellissimo!

sabato 22 luglio 2017

Recensione: Le otto montagne di Paolo Cognetti

Buon pomeriggio! Oggi vi parlo del libro di Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017, Le otto montagne. Di questo autore ho già avuto il piacere di leggere il libro Sofia veste sempre di nero. Con questo libro rispondo all'obiettivo numero 12 della Challenge La Ruota delle Letture e quindi leggere un libro presente nei primi cinque posti della classifica di ibuk.

Descrizione: Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Recensione: Leggere questo libro è stato un piacevole momento molto coinvolgente. Cognetti racconta la storia di Pietro e dell'amore che la sua famiglia gli ha saputo infondere per la montagna. Durante la sua infanzia non  capiva la profondità di questo sentimento ma, crescendo e portato dagli eventi della vita, ha saputo rivalutare la passione e la bellezza che i monti possono donare. Quando, durante l'estate, partiva da Milano con la sua mamma, Pietro trovava ogni anno Bruno ad aspettarlo per girare tra i pascoli e imparare a conoscere quel territorio in modo da farselo diventare familiare. La loro vita è intrecciata dalla condivisione di vacanze e di avventure ma anche da un'amicizia che diventa più forte dopo la morte del papà di Pietro. Cognetti scrive in modo essenziale, descrive i luoghi e le vicende dei protagonisti con un linguaggio che non porta via nulla alla fantasia di chi legge. Sembra di esserci, lì tra quelle valli e quei dirupi, si assaporano i profumi del fieno appena tagliato e si partecipa alla fatica della casetta che Bruno e Pietro costruiscono insieme. La storia è raccontata con uno stile che lascia a noi lettori la sensazione di "esserci fisicamente", di partecipare alle vicende di Pietro e Bruno, tanta è la bravura di Cognetti nello scrivere questo libro. Mi è piaciuto molto leggere dell'amicizia tra i due ragazzi che dura anche quando diventano uomini, trovo bello che ci siano storie pulite, semplici e profonde come questa a testimoniare quello in cui credo molto anch'io: l'amicizia è un sentimento tra i più forti che possono legare due persone; l?amore può finire, la vita può dividere ma due amici, se sono davvero amici, anche a distanza di anni e dopo tutte le vicende che possono accadere, si ritroveranno sempre come se il tempo non fosse passato mai. Davvero una bella lettura!

lunedì 17 luglio 2017

Recensione: Magari domani resto di Lorenzo Marone

Buona domenica! L'estate ormai è decisamente partita e l'aria vacanziera e bisognosa di relax sta colpendo pure me! La cosa positiva è che mi dedico molto più facilmente alla lettura e questo ha ripercussioni anche sul mio umore... sono più rilassata e felice nonostante il mio odiato caldo!!! Questo post lo scrivo per raccontarvi dell'ultimo libro che ho letto: Magari domani resto di Lorenzo Marone. Con questo titolo rispondo anche all'obiettivo numero 7 della Challenge La Ruota delle Letture che è uscito per me nel sedicesimo giro.

Descrizione: Chiamarsi Luce non è affatto semplice, specie se di carattere non sei sempre solare. Peggio ancora se di cognome fai Di Notte, uno dei tanti scherzi di quello scombinato di tuo padre, scappato di casa senza un perché. Se poi abiti a Napoli nei Quartieri Spagnoli e ogni giorno andare al lavoro in Vespa è un terno al lotto, se sei un avvocato con laurea a pieni voti ma in ufficio ti affidano solo scartoffie e se hai un rottame di famiglia, ci sta che ogni tanto ti "arrangi" un po'. Capelli corti alla maschiaccio, jeans e anfibi, Luce è una giovane onesta e combattiva, rimasta bloccata in una realtà composta da una madre bigotta e infelice, da un fratello fuggito al Nord, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un lavoro insoddisfacente. Come conforto, solo le passeggiate con Alleria, il suo Cane Superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con l'anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Finché, un giorno, a Luce viene assegnata una causa per l'affidamento di un minore. All'improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma è forse l'occasione per sciogliere nodi del passato e mettere ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito l'impulso di prendere il volo, o magari restare, trovando la felicità nel suo piccolo pezzettino di mondo?

Recensione: Luce è la protagonista del libro di Marone, una ragazza che impari ad amare pagina dopo pagina. Di mestiere fa l'avvocato ma, nello studio in cui lavora, si trova a svolgere incarichi di secondo piano. Finché arriva il grande compito: indagare per una causa di affidamento. Luce, che prende sempre sul serio ogni cosa, si ritrova a conoscere e frequentare una donna e suo figlio, protagonisti della causa;  questo le farà rivalutare il suo lavoro e la sua vita. Lei, figlia di una madre insoddisfatta e di un padre sparito quando era piccola, con un fratello lontano e come "amici" un cagnolino che le da tanto affetto e un anziano vicino di casa, si ritrova a fare i conti con una vita "sgaruppata", in una città che è tanto bella quanto complicata. Ma Napoli è la sua città e, nonostante tutto lei ha gli anticorpi giusti per sopravviverci bene. Non si fa mettere i piedi in testa da nessuno... mai! Alla fine Kevin, il bimbo troppo perfetto per Carmen, madre e moglie che credeva nel principe azzurro e si è ritrovata con un marito camorrista che non vuole più, risveglia in Luce un istinto materno che lei credeva di non poter avere e si affeziona al bimbo. Luce è un personaggio che incarna delle caratteristiche uniche, tutti noi vorremmo poter essere come lei... forte, schietta, onesta e sicura. Nella vita le esperienze l'hanno segnata ma mai sconfitta e, complici il suo carattere e le persone che la circondano,  alla fine l'unica cosa certa che lei ha è di voler continuare a vivere, lottare e amare proprio lì, in quel caleidoscopio di colori e umori e unicità che si ritrovano a Napoli. Marone anche stavolta è riuscito a farmi adorare i suoi personaggi... già era successo con Cesare Annunziata e ora con Luce! Ho divorato il libro, in pochissimo tempo volevo saperne di più, conoscere la storia e la sua evoluzione, continuare a seguirne le vicende! Questo autore ha la fantastica capacità di far entrare in contatto le anime dei suoi protagonisti con quelle di chi legge, o almeno a me succede così, mi riconosco in tanti tratti dei suoi personaggi, condivido i loro stati d'animo e i loro pensieri, a tratti mi rispecchio anche nei loro atteggiamenti... questo è veramente qualcosa che riconosco  a Lorenzo Marone: la grandiosa bravura di scrivere i libri dove il lettore può ritrovare parte di sé, riconoscersi e avere nuovi spunti per migliorarsi. Io, da parte mia, ho deciso che farò in modo di riuscire ad insegnare a coltivare sogni e non rancori, come raccomandava la nonna di Luce! Se riuscissi in questo non avrei sprecato nulla nella mia vita...

domenica 9 luglio 2017

Recensione: Stardust di Neil Gaiman

Buona domenica! Questa estate si sta rivelando molto difficile da vivere, almeno per me;  queste temperature così alte mi impediscono di dedicarmi ai miei amati libri tutte le volte che vorrei. Pur essendo nata in luglio io non sopporto il caldo afoso, mi rallenta e mi innervosisce ed è una condizione che mi da fastidio... vorrei un pochino di fresco, non chiedo altro. Comunque non si può smettere di dedicarsi agli impegni e per me è un bellissimo impegno leggere. Oggi scrivo il mio pensiero su l'ultimo libro letto per la challenge la Ruota delle Letture che ha superato il giro di boa di metà percorso e dove gli obiettivi sono stati modificati per rendere più interessante il gioco. Per il quindicesimo giro di ruota è uscito l'obiettivo 15 e quindi devo leggere un libro fantasy. Dico subito che non è il mio genere e che, a casa, ho veramente pochissimi titoli di questa categoria ma mi è capitato tra le mani questo libro di Gaiman che ho ricevuto anni fa in uno swap da una ragazza che me ne consigliava la lettura "per sognare un pochettino", così scriveva nella sua dedica. Ed eccomi qua per presentarvelo...

Descrizione: In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristran, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristran non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella...

Recensione: La storia racconta di un ragazzo che affronta mille peripezie per trovare una stella caduta in una notte di autunno e donarla alla ragazza che ama. Per fare questo deve uscire dai confini protetti della sua città e oltrepassare un muro per avventurarsi in un mondo magico dove si svolge un mercato di articoli fatati... ogni nove anni accade questo e solo in questo periodo è consentito agli umani metterci piede. Tristran non sa che per lui le cose non saranno facili e recuperare la stella e portarla alla sua amata lo renderà una persona diversa. Tali e tanti saranno i personaggi e i fatti che accadono nel magico mondo di Faerie che, al suo ritorno, scoprire che Victoria non l'ha aspettato ma si sta per sposare con un altro, non sarà così tragico per lui. Scopre di essere l'erede al trono di Stormhold ma rinuncia per poter girare il mondo con la sua stella, la sua amata stella. Ecco, questo libro non mi ha fatto particolarmente gioire... il genere non è molto nelle mie corde. Però devo riconoscere che è una storia scritta per far volare con la fantasia, per fantasticare di streghe, fate ed eredi al trono che superano gli ostacoli e raggiungono tutti i loro scopi. La magia dei fiori di vetro che toglie gli incantesimi la trovo una cosa molto delicata in un libro del genere e mi è piaciuta. Le fate trasformate in serve e i giovanotti in moscardini rende il racconto più fiabesco che altro però nel contesto tutto ha il suo perchè.  Il lieto fine fa bene al cuore e in questo libro non poteva proprio mancare l'happy end! Riconosco che la trama è ben costruita e i protagonisti del libro sono coinvolgenti e non banali, immaginarseli diventa facile e la favola è servita! Ecco, questo è un libro che non so se consiglierei ma che sono contenta di aver letto, una lettura rilassante, facile e che fa volare in posti magici e incantati. E con questo caldo io so quanto vorrei volare via... in un posto se non proprio magico ma almeno tanto fresco!!! Ciao e alla prossima.