Don't dream your life... live your dreams!

sabato 22 luglio 2017

Recensione: Le otto montagne di Paolo Cognetti

Buon pomeriggio! Oggi vi parlo del libro di Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017, Le otto montagne. Di questo autore ho già avuto il piacere di leggere il libro Sofia veste sempre di nero. Con questo libro rispondo all'obiettivo numero 12 della Challenge La Ruota delle Letture e quindi leggere un libro presente nei primi cinque posti della classifica di ibuk.

Descrizione: Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Recensione: Leggere questo libro è stato un piacevole momento molto coinvolgente. Cognetti racconta la storia di Pietro e dell'amore che la sua famiglia gli ha saputo infondere per la montagna. Durante la sua infanzia non  capiva la profondità di questo sentimento ma, crescendo e portato dagli eventi della vita, ha saputo rivalutare la passione e la bellezza che i monti possono donare. Quando, durante l'estate, partiva da Milano con la sua mamma, Pietro trovava ogni anno Bruno ad aspettarlo per girare tra i pascoli e imparare a conoscere quel territorio in modo da farselo diventare familiare. La loro vita è intrecciata dalla condivisione di vacanze e di avventure ma anche da un'amicizia che diventa più forte dopo la morte del papà di Pietro. Cognetti scrive in modo essenziale, descrive i luoghi e le vicende dei protagonisti con un linguaggio che non porta via nulla alla fantasia di chi legge. Sembra di esserci, lì tra quelle valli e quei dirupi, si assaporano i profumi del fieno appena tagliato e si partecipa alla fatica della casetta che Bruno e Pietro costruiscono insieme. La storia è raccontata con uno stile che lascia a noi lettori la sensazione di "esserci fisicamente", di partecipare alle vicende di Pietro e Bruno, tanta è la bravura di Cognetti nello scrivere questo libro. Mi è piaciuto molto leggere dell'amicizia tra i due ragazzi che dura anche quando diventano uomini, trovo bello che ci siano storie pulite, semplici e profonde come questa a testimoniare quello in cui credo molto anch'io: l'amicizia è un sentimento tra i più forti che possono legare due persone; l?amore può finire, la vita può dividere ma due amici, se sono davvero amici, anche a distanza di anni e dopo tutte le vicende che possono accadere, si ritroveranno sempre come se il tempo non fosse passato mai. Davvero una bella lettura!

lunedì 17 luglio 2017

Recensione: Magari domani resto di Lorenzo Marone

Buona domenica! L'estate ormai è decisamente partita e l'aria vacanziera e bisognosa di relax sta colpendo pure me! La cosa positiva è che mi dedico molto più facilmente alla lettura e questo ha ripercussioni anche sul mio umore... sono più rilassata e felice nonostante il mio odiato caldo!!! Questo post lo scrivo per raccontarvi dell'ultimo libro che ho letto: Magari domani resto di Lorenzo Marone. Con questo titolo rispondo anche all'obiettivo numero 7 della Challenge La Ruota delle Letture che è uscito per me nel sedicesimo giro.

Descrizione: Chiamarsi Luce non è affatto semplice, specie se di carattere non sei sempre solare. Peggio ancora se di cognome fai Di Notte, uno dei tanti scherzi di quello scombinato di tuo padre, scappato di casa senza un perché. Se poi abiti a Napoli nei Quartieri Spagnoli e ogni giorno andare al lavoro in Vespa è un terno al lotto, se sei un avvocato con laurea a pieni voti ma in ufficio ti affidano solo scartoffie e se hai un rottame di famiglia, ci sta che ogni tanto ti "arrangi" un po'. Capelli corti alla maschiaccio, jeans e anfibi, Luce è una giovane onesta e combattiva, rimasta bloccata in una realtà composta da una madre bigotta e infelice, da un fratello fuggito al Nord, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un lavoro insoddisfacente. Come conforto, solo le passeggiate con Alleria, il suo Cane Superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con l'anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Finché, un giorno, a Luce viene assegnata una causa per l'affidamento di un minore. All'improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma è forse l'occasione per sciogliere nodi del passato e mettere ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito l'impulso di prendere il volo, o magari restare, trovando la felicità nel suo piccolo pezzettino di mondo?

Recensione: Luce è la protagonista del libro di Marone, una ragazza che impari ad amare pagina dopo pagina. Di mestiere fa l'avvocato ma, nello studio in cui lavora, si trova a svolgere incarichi di secondo piano. Finché arriva il grande compito: indagare per una causa di affidamento. Luce, che prende sempre sul serio ogni cosa, si ritrova a conoscere e frequentare una donna e suo figlio, protagonisti della causa;  questo le farà rivalutare il suo lavoro e la sua vita. Lei, figlia di una madre insoddisfatta e di un padre sparito quando era piccola, con un fratello lontano e come "amici" un cagnolino che le da tanto affetto e un anziano vicino di casa, si ritrova a fare i conti con una vita "sgaruppata", in una città che è tanto bella quanto complicata. Ma Napoli è la sua città e, nonostante tutto lei ha gli anticorpi giusti per sopravviverci bene. Non si fa mettere i piedi in testa da nessuno... mai! Alla fine Kevin, il bimbo troppo perfetto per Carmen, madre e moglie che credeva nel principe azzurro e si è ritrovata con un marito camorrista che non vuole più, risveglia in Luce un istinto materno che lei credeva di non poter avere e si affeziona al bimbo. Luce è un personaggio che incarna delle caratteristiche uniche, tutti noi vorremmo poter essere come lei... forte, schietta, onesta e sicura. Nella vita le esperienze l'hanno segnata ma mai sconfitta e, complici il suo carattere e le persone che la circondano,  alla fine l'unica cosa certa che lei ha è di voler continuare a vivere, lottare e amare proprio lì, in quel caleidoscopio di colori e umori e unicità che si ritrovano a Napoli. Marone anche stavolta è riuscito a farmi adorare i suoi personaggi... già era successo con Cesare Annunziata e ora con Luce! Ho divorato il libro, in pochissimo tempo volevo saperne di più, conoscere la storia e la sua evoluzione, continuare a seguirne le vicende! Questo autore ha la fantastica capacità di far entrare in contatto le anime dei suoi protagonisti con quelle di chi legge, o almeno a me succede così, mi riconosco in tanti tratti dei suoi personaggi, condivido i loro stati d'animo e i loro pensieri, a tratti mi rispecchio anche nei loro atteggiamenti... questo è veramente qualcosa che riconosco  a Lorenzo Marone: la grandiosa bravura di scrivere i libri dove il lettore può ritrovare parte di sé, riconoscersi e avere nuovi spunti per migliorarsi. Io, da parte mia, ho deciso che farò in modo di riuscire ad insegnare a coltivare sogni e non rancori, come raccomandava la nonna di Luce! Se riuscissi in questo non avrei sprecato nulla nella mia vita...

domenica 9 luglio 2017

Recensione: Stardust di Neil Gaiman

Buona domenica! Questa estate si sta rivelando molto difficile da vivere, almeno per me;  queste temperature così alte mi impediscono di dedicarmi ai miei amati libri tutte le volte che vorrei. Pur essendo nata in luglio io non sopporto il caldo afoso, mi rallenta e mi innervosisce ed è una condizione che mi da fastidio... vorrei un pochino di fresco, non chiedo altro. Comunque non si può smettere di dedicarsi agli impegni e per me è un bellissimo impegno leggere. Oggi scrivo il mio pensiero su l'ultimo libro letto per la challenge la Ruota delle Letture che ha superato il giro di boa di metà percorso e dove gli obiettivi sono stati modificati per rendere più interessante il gioco. Per il quindicesimo giro di ruota è uscito l'obiettivo 15 e quindi devo leggere un libro fantasy. Dico subito che non è il mio genere e che, a casa, ho veramente pochissimi titoli di questa categoria ma mi è capitato tra le mani questo libro di Gaiman che ho ricevuto anni fa in uno swap da una ragazza che me ne consigliava la lettura "per sognare un pochettino", così scriveva nella sua dedica. Ed eccomi qua per presentarvelo...

Descrizione: In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristran, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristran non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella...

Recensione: La storia racconta di un ragazzo che affronta mille peripezie per trovare una stella caduta in una notte di autunno e donarla alla ragazza che ama. Per fare questo deve uscire dai confini protetti della sua città e oltrepassare un muro per avventurarsi in un mondo magico dove si svolge un mercato di articoli fatati... ogni nove anni accade questo e solo in questo periodo è consentito agli umani metterci piede. Tristran non sa che per lui le cose non saranno facili e recuperare la stella e portarla alla sua amata lo renderà una persona diversa. Tali e tanti saranno i personaggi e i fatti che accadono nel magico mondo di Faerie che, al suo ritorno, scoprire che Victoria non l'ha aspettato ma si sta per sposare con un altro, non sarà così tragico per lui. Scopre di essere l'erede al trono di Stormhold ma rinuncia per poter girare il mondo con la sua stella, la sua amata stella. Ecco, questo libro non mi ha fatto particolarmente gioire... il genere non è molto nelle mie corde. Però devo riconoscere che è una storia scritta per far volare con la fantasia, per fantasticare di streghe, fate ed eredi al trono che superano gli ostacoli e raggiungono tutti i loro scopi. La magia dei fiori di vetro che toglie gli incantesimi la trovo una cosa molto delicata in un libro del genere e mi è piaciuta. Le fate trasformate in serve e i giovanotti in moscardini rende il racconto più fiabesco che altro però nel contesto tutto ha il suo perchè.  Il lieto fine fa bene al cuore e in questo libro non poteva proprio mancare l'happy end! Riconosco che la trama è ben costruita e i protagonisti del libro sono coinvolgenti e non banali, immaginarseli diventa facile e la favola è servita! Ecco, questo è un libro che non so se consiglierei ma che sono contenta di aver letto, una lettura rilassante, facile e che fa volare in posti magici e incantati. E con questo caldo io so quanto vorrei volare via... in un posto se non proprio magico ma almeno tanto fresco!!! Ciao e alla prossima.

domenica 25 giugno 2017

Recensione: Splendi più che puoi di Sara Rattaro

Buona domenica! oggi sono qui a scrivere i miei pensieri sul libro della Rattaro, autrice che adoro, per raggiungere l'obiettivo numero 3 della Ruota delle Letture, la reading challenge che Laura e Laura hanno lanciato dai rispettivi blog per chi ama leggere. Questa volta, per il giro numero quattordici dovevo leggere un libro che inizi con la lettera S. Non potevo non approfittare della ghiotta occasione per leggere Splendi più che puoi!

Descrizione: L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può. Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

Recensione: Ogni volta che leggo uno dei libri di Sara Rattaro mi capita... non riesco a staccarmi dalla storia finché non raggiungo l'ultima riga. Ogni sua trama mi coinvolge e mi costringe a non mollare il libro se non solo quando l'ho finito. E questo non è stato da meno: la storia di Emma e della sua bambina, persa nelle spire malefiche di un amore che prosciuga la vita. Marco è entrato nella vita di Emma portandole la sensazione di essere protetta, amata, desiderata ma questa gioia non è durata molto per lei. Nonostante alcuni segni fossero abbastanza chiari, Emma non riesce a convincersi che essere picchiate dal compagno non è amore. Accetta e sopporta perché crede che lei riuscirà a cambiarlo, il suo sentimento farà il miracolo. Quando nasce la loro figlia Martina le cose cambiano solo perché Marco praticamente le rapisce, le porta in montagna e le tiene in balìa del suo umore malato per anni. Emma crede di essere sbagliata, di dover meritare l'amore del marito e si adopera per non farlo arrabbiare ma le cose vanno sempre peggio. Finalmente decide di chiedere aiuto, deve salvare sua figlia ed mette a punto un piano perfetto per far curare Marco. Tra alti (pochi) e bassi (molti di più) anche Emma riuscirà, dopo anni, a fidarsi degli uomini e dell'amore. Mamma mia, che trama coinvolgente! Donne che non si ribellano alla violenza in famiglia, convinte che la vergogna sia solo di chi subisce e che bisogna cercare di capire e di salvare i poveri uomini violenti. Emma racchiude l'immagine delle donne che credono nell'amore romantico, quello che ti fa volare e che spesso poi fanno i conti con situazioni difficili, di violenze non solo fisiche, che fanno male. Purtroppo però, non diventa automatico chiedere aiuto, parlarne con qualcuno, ancora la paura e la vergogna superano il buon senso e l'istinto di conservazione che in Emma ha avuto il sopravvento per salvare la figlia!  E per iniziare così un percorso di rinascita, duro, doloroso e anche difficile ma necessario per ritornare padrona della sua vita. Un libro che consiglio a tutte le donne, un libro che fa riflettere e che fa, comunque, sempre tenere viva la speranza in un domani migliore. Perché tutte dobbiamo ricordarci di splendere!


sabato 24 giugno 2017

Recensione: Le madri di Brit Bennett

Ciao a tutti! In questo afoso pomeriggio di un sabato estivo cerco un posto fresco per scrivere la recensione al libro di Brit Bennett... Per la Ruota delle Letture, la reading challenge a cui partecipo, Laura mi ha dato da leggere proprio questo libro nel quattordicesimo giro.

Descrizione: Ambientato nella comunità nera della California del Sud, il romanzo d'esordio di Brit Bennett è un libro sull'amore, sui desideri, sulle luci e le ombre - scandagliate senza retorica e con coraggio - dell'essere madri. A narrarci la storia dei giovani, poi adulti, Nadia, Luke e Aubrey, sono "le madri", il cuore della comunità della Upper Room Chapel, che danno voce al coro senza tempo delle donne, a volte pettegole e spietate ma più spesso capaci di ascoltare le parole non pronunciate, di scrutare i segni dei tempi, di portare nel loro grande cuore il segno di un destino difficile. Nadia Turner ha diciassette anni, frequenta l'ultimo anno di liceo in un college di Oceanside, non lontano da San Diego, e porta nel cuore il peso insopportabile del suicidio della sua mamma, avvenuto pochi mesi prima. Nadia vive, o sopravvive, insieme al padre, uomo buono ma incapace di una relazione con lei, e nonostante tutto le ricordi il dolore e la colpa di sua madre, Nadia si ribella e guarda avanti, aspettando di sapere se è stata ammessa a una delle università cui ha fatto domanda e innamorandosi di Luke Sheppard. Anche lui, proprio come lei, ha qualcosa da dimenticare: figlio del pastore della chiesa che entrambi frequentano, era un campione nella squadra di football del college, ma una brutta frattura ha spezzato la sua gamba e la sua promettente carriera. La loro storia è emozionante e trasognata come tutti gli amori a quell'età, fino a che Nadia non rimane incinta, e le sembra che abortire sia la sola scelta giusta: è così facile, ogni ragazza oggi sa che è un diritto per il quale generazioni di donne hanno lottato. Nadia nasconde il suo segreto a tutti, compresa Aubrey, la nuova grande amica che condivide con lei il dolore di una madre perduta. Da giovani gli anni corrono veloci, senza quasi accorgersene Nadia, Luke e Aubrey diventano adulti: e quando Nadia torna a Oceanside per il matrimonio di Aubrey, l'ombra delle scelte compiute durante quella lontana estate in riva al mare cala improvvisamente su di loro come un debito da pagare, come una domanda che esige risposta. Una domanda bruciante: quando diventiamo adulti, è possibile sfuggire al peso delle scelte compiute dai noi stessi più giovani che siamo stati?

Recensione: Quando ho letto la mail con gli obiettivi per la challenge e mi sono trovata questo libro da leggere, subito l'ho acquistato in formato ebook. Ho voluto che fosse una scoperta in tutto e per tutto. Ho visto che Laura l'aveva recensito in un suo post ma, complice un mare di impegni, non sono riuscita a leggerlo. Quindi ora vi parlo del libro della Bennett che ho appena terminato.
La storia ha come protagonisti tre ragazzi le cui vite si intrecciano e, per lo strano gioco che il destino spesso prepara, si scontrano indelebilmente. Nadia rimane orfana di madre a diciassette anni, senza sapere i motivi che spingono la madre ad un tale gesto. Il suo rapporto col padre non è mai stato tanto stretto e questo impedisce loro di parlare della tragedia che li ha colpiti, non riescono ad elaborarla per poterla superare insieme uniti. Lei, ragazzina ribelle, si innamora del figlio del pastore, campione di football la cui carriera è rovinata da una gamba rotta. Si vedono anche di nascosto per amarsi e lei rimane incinta, lui confessa tutto ai suoi genitori. Lei invece non parla con nessuno, aspetta che Luke la riporti solo a casa dall'ospedale dopo l'aborto. Nadia non vuole avere un figlio, questo le è chiaro da subito, non vuole nemmeno avere l'opportunità di pensarci su. Tiene come ricordo solo una spilletta che le viene consegnata in clinica e dove sono raffigurati due piedini. Le loro vite vanno avanti, Nadia conosce Aubrey che nel corso del tempo diventa la ragazza e poi la moglie di Luke, la sua amicizia con lei non è tale comunque da farle confessare il loro passato. Lei va via per studiare e per laurearsi finché il padre si fa male e deve tornare per aiutarlo ed accudirlo. Anche se Luke è sposato con Aubrey, lui e Nadia si riavvicinano ma non parlano mai del bambino che insieme hanno concepito e che non è mai nato. Quello che più mi ha colpito in questo libro è la figura costantemente presente di qualche madre... Quella di Nadia che si suicida, quella di Aubrey che non vuole aver nulla a che fare con la figlia, quella di Luke che si adopera per "liberare" il figlio da una ragazza non adatta a lui e gli avvicna la moglie perfetta. ci sono poi le madri che girano attorno alla chiesa del pastore Sheppard, che scrutano i mutamenti e i movimenti dei giovani ragazzi e ne tengono d'occhio le reazioni per sapere tutto di loro. E c'è Nadia, madre mancata, che non ha mai voluto sapere davvero se il figlio che aveva in grembo sarebbe potuto essere una cosa meravigliosa per lei e non ha mai nemmeno voluto parlarne con il padre del bimbo... forse se l'avesse fatto loro avrebbero potuto avere una storia diversa e forse più felice. Perchè in fondo, l'aborto è certamente un diritto acquisito, ma le donne che ne fanno ricorso non possono mai dimenticare di essere state per breve tempo delle madri.
Libro molto intenso, scrittura insolita e ricca di cambi di prospettiva ma molto molto piacevole!


lunedì 29 maggio 2017

Recensione: L'altro capo del filo di Andrea Camilleri

Buon inizio settimana a tutti! Oggi scrivo la recensione del libro di Camilleri, letto in pochi giorni, per raggiungere l'obiettivo 16 della Ruota delle Letture che, nel dodicesimo giro, mi chiede di leggere un libro da cui sia tratta una serie TV.
Io, visto che già ne ho letti alcuni, ho colto l'occasione per dedicarmi a quest'ultimo testo scritto da Camilleri che vede Montalbano come protagonista.

Descrizione: "Una pagina tira l'altra. Eppure la lettura non può che scorrere con lentezza. C'è troppo dolore, c'è troppa disperazione, nel paesaggio di realtà che si va ad attraversare. Il mare è diventato una enorme fossa comune, il teatro acquatile di una immane tragedia di naufraghi: il quadrante acheronteo di violenze, lo specchio deforme attraversato dai fantasmi di quanti hanno sperato nella salvezza della fuga, sebbene pagata con la spoliazione e con gli abusi, con l'urlo raggelato delle madri e il pianto muto dei bambini che non sanno come decifrare l'orrore che si è disegnato nei loro occhi. Con quanta velocità è concesso di leggere la lentezza della sacra rappresentazione dell'esodo di una umanità straziata, tradita dalla storia e offesa dalle politiche del sospetto e dell'egoismo? A Vigàta, Montalbano è impegnato nella gestione degli sbarchi, nei soccorsi ai migranti, nello smascheramento degli scafisti. Ha la collaborazione del commissariato, di vari volontari, e di due traduttori di madrelingua. Si prodigano tutti. Si sacrificano, tra tenacia e spossatezza. Catarella si intenerisce, si infervora, e mette a disposizione delle operazioni caritatevoli la sua innocente quanto fragorosa rusticità. Il lettore procede, compunto, con il passo del pellegrino. E non si accorge che dietro le pagine si sta armando un romanzo perfettamente misterioso. Persino Montalbano viene colto di sorpresa. L'arrivo felpato del delitto gli dà il soprassalto..." (Salvatore Silvano Nigro)

Recensione: Quando leggo dei libri da cui sono tratti film oppure serie TV non posso fare a meno di immaginare i protagonisti con il volto e la voce degli attori che li interpretano. Io ho cominciato a leggere le storie di Montalbano quando già aveva le fattezze di Luca Zingaretti!  Leggere ogni nuova sua avventura me lo fa sempre visualizzare così e questo vale anche per gli altri personaggi dei racconti. Questo libro è molto più cupo nei tratteggi dei personaggi: Montalbano si trova a dover affrontare il dramma dei migranti e non è cosa facile né umanamente gestibile senza sentirsi coinvolti.
Quando si trova a dover risolvere l'omicidio della sarta, che conosce e che lo lascia molto addolorato, si attiva subito e, come ogni indagine che segue, non perde nessun dettaglio per arrivare alla soluzione. Camilleri scrive i libri su Montalbano regalando al lettore uno scorcio di Sicilia ruspante, il dialetto dei dialoghi non sempre è semplice da leggere e da comprendere ma rende la storia più vera e genuina. Seguire Salvo nella sua quotidianità di uomo e di commissario, lo rende molto simpatico... almeno a me. Confesso che fatico a leggere spedita questo tipo di libro, in ogni caso mi piace cogliere le sfumature del racconto e lanciarmi nella caccia al colpevole cercando di arrivare veloce al finale per vedere se ho indovinato oppure no. Alla fine di ogni sua avventura Montalbano svela sempre la fragilità degli uomini o delle donne protagoniste e colpevoli in un modo che lascia la sensazione di un pugno nello stomaco... Camilleri sa descrivere la bellezza dei paesaggi siciliani tanto quanto sa sondare la generosità delle persone o la loro più profonda cattiveria.
Alla prossima avventura Commissario!

domenica 28 maggio 2017

Recensione: La via del sole di Mauro Corona

Ciao e buona domenica! oggi vi parlo del libro da poco terminato, il primo che ho l'occasione di leggere tra quelli scritti da Mauro Corona. Ho scelto questo titolo perché devo raggiungere l'obiettivo 11  per la Challenge La Ruota delle Letture e, per farlo, mi è stato chiesto di leggere un libro ambientato in montagna. Pensando a che libro scegliere mi è subito venuto alla mente Corona.

Descrizione: "Nessuno è tanto annoiato quanto un ricco" dice Mauro Corona parafrasando il grande poeta Iosif Brodskij, e lo sa bene il protagonista di questo romanzo, un ragazzo talmente abituato a ottenere tutto dalla vita che ormai da tutto è nauseato. Di ottima famiglia, ricchissimo e anche piuttosto affascinante, a nemmeno trent'anni è già uno stimato ingegnere cui non manca davvero nulla: ville, automobili, ma anche amici, donne e salute. Un eccesso di cose per lui sempre più opprimente... È per questo che di punto in bianco decide di dare una svolta radicale alla sua esistenza abbandonando il lavoro e rinunciando a ogni comodità per andare a vivere in una baita di montagna. E proprio mentre comunica ai genitori l'intenzione di ritirarsi sdegnosamente dal mondo, ne capisce ancora più profondamente le ragioni. Evocando le memorie dell'infanzia, scopre infatti i ricordi buoni: visioni di cime lontane, limpide sorgenti, ruscelli canterini, pascoli verdi e cascate lucenti di sole. Sì, il sole! È lui il ricordo più bello, il vero motivo che lo spinge a lasciare tutto e trasferirsi lassù. Ma una volta tra i monti, dove finalmente può dedicarsi incessantemente alla contemplazione della palla infuocata, si accorge che le ore di luce a sua disposizione non gli bastano più...

Recensione: Il protagonista di questo libro è un ricco figlio di papà che decide di trasformarsi in un moderno eremita. Soltanto una cosa lo rende felice... il sole! E solo una cosa lo irrita tanto: le montagne che possono privarlo della luce del sole. La sua scelta di demolirle una a una, riuscendo peraltro a farne addirittura un fruttuoso business, non lo lascia tranquillo come sperava. Non trova pace, vede sempre un picco o una cresta che lo disturba, li fa crollare deturpando il paesaggio ma ignorando le critiche e gli allarmi. Diventare una delle persone più malviste in circolazione non lo preoccupa minimamente e continua fino alla vecchiaia la sua opera devastante. Un sogno premonitore lo allarma ma ormai il male ha già preso possesso del suo corpo, i soldi che tanto si è affannato a guadagnare non lo possono salvare. Decide, come opera espiatrice, di devolvere la sua fortuna ai bimbi meno fortunati, credendo così di redimere una vita fatta di distruzione e disprezzo per la  natura. Io ho finito a fatica questo libro, mi aspettavo un Corona più incisivo e meno legato ai luoghi comuni. Mi spiego: credevo che il desiderio di cambiare vita dell'ingegnere fosse dettato da un sano moto di ribellione verso la famiglia ricca e che la montagna potesse essere lo sfondo per una storia di avventure e amicizie montanare. Invece il protagonista ama così tanto il sole che decide di distruggere tutto ciò che lo nasconde ai suoi occhi e tutto il libro gira intorno a quest'opera folle... poco conta che alla fine lui doni tutto in beneficenza, io lo davo per scontato un gesto simile a quel punto. No, non  mi è piaciuto per niente, non ci sono figure che emergono e nemmeno l'ometto brutto e sgraziato che annota su un quadernetto i misfatti del giovane riesce ad avere un posto di spicco nella storia. A parer mio questo libro è una storia leggera che può servire da monito a chi crede di ottenere tutto senza pagare pegno... e basta.
Ciao e alla prossima!